“Requiem per un sogno” Hubert Selby Jr. SUR

“Se le luci impedivano di vedere il cielo bastava fare una piccola magia e cambiare la realtà secondo il bisogno. I lampioni erano adesso pianeti e stelle e lune.”

Bronx, anni settanta.

Quattro personaggi  ruotano intorno al desiderio,  provano ad inventare un’alternativa ad una esistenza colorata di grigio.

“Strade intasate di gente e veicoli che brontolavano, urlavano e rombavano”.

L’indifferenza di chi insegue il successo, ambisce a realizzare ambizioni è come una macchia invisibile ma presente.

“Requiem per un sogno”, pubblicato nel 1978, riproposto da SUR, ha un impatto visivo che coinvolge gli altri sensi.

Seguiamo Sara e quell’ossessione di partecipare ad un programma televisivo è emblema di troppe assenze, di troppi rifiuti.

Per lei indossare l’abito rosso e le scarpe dorate significa tornare indietro, fermare le lancette che impietose hanno scavato rughe e imperfezioni.

Un delirio alimentato dalla televisione, illusoria paccottiglia travestita da regina.

Nello stesso scarto temporale, in un susseguirsi di scenari, il figlio Harry, la fidanzata Marion e l’amico Tyrone si avventurano nell’impervio deserto delle droghe.

“Tutto il rituale diventava simbolo dei loro bisogni.”

Nella rappresentazione di una generazione di sognatori illusi Hebert Selby Jr. è il perfetto detective dell’anima.

Vive con le figure che ha creato una parabola ascendente, non nasconde i dettagli di un’estasi fittizia, svela la lacerazione dell’astinenza.

Porta nel luogo dell’assuefazione in un viaggio lento, graduale.

Una magia che si rivela giorno dopo giorno, ora dopo ora un incubo e il corpo respinge ogni carezza.

È vittima di un mostruoso incantesimo mentre la mente vaga tra visioni e sogni in un intreccio sempre sul punto di esplodere.

La vergogna di essere diventati vittime, la paura incontrollabile, l’impotenza che toglie ogni volontà.

Coinvolti tutti dentro una ruota che punta al massacro ma lo scrittore semina spiragli, offre un pò di luce.

Basta cercare luoghi di approdo.

Un libro che bisogna leggere e far leggere perchè continua ad essere tragicamente attuale.

Sarà una lezione dura, a volte come uno schiaffo in pieno viso ma questa è la nostra società.

 

2 thoughts on ““Requiem per un sogno” Hubert Selby Jr. SUR

  1. Un libro crudo, vero, che ci fa scendere fino all’inferno pur lasciando qualche spiraglio di luce

    Bisogna prendere atto del fatto che questa è la società in cui viviamo.

    Grazie Maria Anna per la scelta utile e la presentazione impeccabile

  2. ‪Lettura eccezionale, vera e crudele. Una discesa agli inferi, un viaggio inarrestabile nel buio delle dipendenze. Emozionante anche la trasposizione cinematografica, in cui Selby appare in un cameo. Da leggere, da vedere, soprattutto per i giovani, chiarisce gli effetti delle droghe‬ sulla mente.
    Complimentissimi per la scelta e le riflessioni. Grazie

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