“Cuorebomba” Dario Levantino Fazi Editore

Dario Levantino torna nella sua amata Palermo con una narrazione dai toni forti.

Rispetto a “Di niente e di nessuno, pubblicato da “Fazi Editore” nel 2018, “Cuorebomba” ha una voce più accesa.

Il protagonista, il giovane Rosario, ha un’accelerazione emozionale, una intraprendenza che reppresenta con maggiore intensità il palermitano.

Alle offese della vita risponde senza perdere di vista la spontaneità e la spregiudicatezza dell’infanzia.

Sa di vivere in un quartiere difficile, Brancaccio, ne ha assaporato le asprezze ma non accetta di essere classificato come un emarginato.

Quel luogo poco accogliente, raduno dei perdenti, dimenticato dalle istituzioni è la sua casa nell’accezione più profonda del termine.

È storia di una famiglia anche se sgangherata, è la voce graziata delle vicine, il dolore dei pugni ricevuti, il sudore in un campetto di calcio.

“Io copro i silenzi della sua depressione coi rumori.”

A quella madre che non sa più reagire il nostro eroe solitario regala un infinito amore e quando i servizi sociali decidono di allontanarli al dolore si sostituisce la rabbia.

In questi anni di figure spente lo scrittore propone un’alternativa. Offre un personaggio reattivo, a volte impulsivo ma tremendamente reale.

“L’amore si trascina appresso sempre un risvolto tragico, come se il dolore fosse l’inevitabile pegno da pagare in cambio di un sentimento più intenso. Più ami, più ti devi fare male.”

La strategia narrativa ben riuscita è quella di interagire con il testo, di essere voce narrante che accompagna il piccolo Rosario.

“Viene la sera, a mangiarsi i contorni.

A togliere la custodia alle stelle.”

Un romanzo che dosa il dialetto senza eccedere, trasformandolo non in una nota di colore ma di una espressività.

“Leggere era l’unico modo che conoscevo per non affondare nel fango, mi permetteva di andarmene di casa pur restando immobile.”

Imprevedibile come la vita il libro mostra che la verità è dura da raggiungere e mentre “Palermo è come una rosa selvatica senza spine” i lettori hanno voglia di visitarla, di capire, di conoscere una capitale che continua a nascondere un duplice volto e a sapersi riconciliare con il passato.