“Gli incendiari” R. O. Kwon Einaudi Editore

“Mi nutrivo di dolore.

Ingurgitavo lacrime .

Se fossi riuscita ad assorbirne a sufficienza, non ci sarebbe stato più spazio per le mie.”

Una generazione che ha assaporato la sofferenza.

Ne ha subito la prepotente invasione, una presenza costante, come un fantasma che non si può mostrare.

Will e Phoebe: un incontro che nella sensualità di un tocco leggero raggiunge i vertici del piacere.

Cercano di placare assenze e drammi vissuti nel silenzio straziante dell’infanzia, provano ad inventare un’intesa non solo carnale.

Li vediamo, piccole scintille di luce che provano ad animarsi, a diventare fuoco.

Entrambi fanno i conti con la rinuncia che grava ancora come una colpa.

“Avrei dovuto imparare che la musica che suonavo doveva scaturire da un luogo senza Io, in cui io esistevo solo come conduttore vivente”.

 

“Da quel momento mi sono sentito dilaniato, con un buco a forma di Dio che non sapevo come riempire. Ero stufo marcio di Cristo perchè non riuscivo a smettere di amarLo.”

 

Le due voci si alternano mentre prende forma la sequenza narrativa di “Gli incendiari”, pubblicato da Einaudi.

Un romanzo che stupisce per la qualità stilistica, il ritmo che accelera,  il realismo delle immagini.

È incessante il susseguirsi di eventi sullo sfondo di una città universitaria.

I vizi di una gioventù che trascina l’ingombro di nodi affettivi non risolti in in paesaggio lunare, impalpabile colore di un insieme di stati d’animo.

R. O. Kwon ha un esordio narrativo sbalorditivo.

Riesce a inscenare il dramma del dominio psicologico e nella figura di John Leal sviluppa il tema della coercizione emotiva.

Costruisce un personaggio ambiguo, ne ritaglia una storia personale verosimile, fa scattare nella mente del lettore tanti interrogativi.

La fede esasperata  può portare a gesti di follia?

Si può affidare l’anima a chi ti illude con gestualità ripetitive e ipnotiche?

“Guardò il cielo, era vuoto.

Con un sospiro capovolse la mano.

Lo strappo non era stato riuscito.

La verità…..”

 

Il terreno limaccioso della farsa si mescola ai germogli di una speranza e nel finale aperto anche noi siamo pronti ad aspettare…..

 

3 thoughts on ““Gli incendiari” R. O. Kwon Einaudi Editore

  1. Il fuoco è la chiave di tutto, inteso come passione che arde, è quello di una fede, di un’ideologia, serve a riempire i vuoti dell’anima e ti porta a compiere gesti estremi, ma anche quello dell’amore. Recensione e scelta interessantissime, grazie sempre!

  2. I giovani, sempre più insoddisfatti cercano di colmare il vuoto con l’amore, ma non basta. E’ qui, in queste fragilità, che si insinua chi è pronto a farne dei proseliti. Ma è in gioco l’anima e questa non si affida facilmente… Grazie Maria Anna, per la scelta e per la presentazione che invita alla lettura del libro

  3. Tutto ciò che è imposto risulta sgradevole, ma quello che spontaneamente in ognuno si realizza rende sicuri e fa sì che nulla risulti come una condanna. Grazie per la bella rensione.

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