“Scavare” Giovanni Bitetto ItaloSvevo Editore

“Il travestimento è stato per molto tempo l’orizzonte cognitivo in cui sono riuscito a trovare me stesso”

Per tentare di liberarsi dalle spire della finzione il protagonista di “Scavare”, edito da “ItaloSvevo”, improvvisa un dialogo con un amico scomparso.

È difficile trovare parole per evidenziare la bellezza del testo, dove ogni fonema è una corsa affannosa, un ansimare, un annaspare tra i ricordi.

Frasi che si aprono come corolle ferite dal sole lasciando una scia di rimpianto.

“In te c’era qualcosa di più profondo, un antro in cui addentrarmi, pur tenendo presente che non eravamo uguali”.

Si percepisce “l’ambivalenza” di una generazione, l’incapacità di tradurre in azioni i propri desideri.

Giovanni Bitetto non si ferma all’analisi di un tempo storico, mette a nudo la dissacrazione di modelli familiari.

Ha il coraggio di parlare di colpe attraverso immagini lucidissime di una città che non sa vedere la deriva derivata dall’inesperienza.

 

“Bologna, in te l’opulenza si fa bellezza, il potere trascende in estetica, nelle tue gabbie dorate si agitano aspirazioni.”

“Il mondo esterno sembrava ignorarci”

“Eravamo giovani e ci appigliavamo alle scialuppe che ci sembravano più sicure per affrontare le nostre mareggiate personali.”

 

Due giovani e quella crescente attrazione che si fa respingente.

Il bisogno dell’altro e la rabbia, il conflitto, lo sconfinamento nel territorio spaventoso del silenzio.

Un corpo a corpo mentale che fa accendere la competizione, esercizio necessario per crescere.

Il tumulto interiore accelera, è un vento che distrugge la menzogna, è l’acqua purificatrice del rimpianto.

Non ci sono chimere, solo frammenti di vetri opachi e gli occhi finalmente vigili, pronti a specchiarsi nel torbido mulinello della memoria.

Un romanzo che accede al dramma con la ferocia di una scrittura raffinatissima, smontando senza pudore l’ipocrisia di una letteratura melensa.

Tornerà la quiete? Si potrà riposare sulla sponda di un fiume che non sommerge?

Non ci sono risposte e di questo si è grati all’autore. Fino all’estremo sforzo non ci sono cedimenti sentimentali.