“Perché il bambino cuoce nella polenta” Aglaja Veteranyi keller Editore

“Conosco il mio paese solo dall’odore.

Profuma come la cucina di mia madre”.

La piccola protagonista di “Perché il bambino cuore nella polenta”, pubblicato da “Keller Editore”, con il linguaggio dell’innocenza, apre al lettore un universo a metà tra favola e realtà.

Figlia di artisti circensi, vive il continuo spostamento con forte carica emotiva e nelle acrobazie della madre coglie la pericolosità di un mestiere appeso al filo della resistenza fisica.

“Apro la porta il meno possibile, perché casa mia non evapori.”

Crea uno spazio ideativo per combattere la paura e in quel territorio si rifugia.

Una difesa che è metafora del bisogno di protezione.

Nelle frasi brevi, nella poesia di certe immagini si sente la potenza narrativa di Aglaja Veteranyi.

Riesce a mostrare le storture della dittatura in Romania con immagini folgoranti, piccoli aneddoti dove traspare l’amore per la terra di origine.

 

“L’estero non ci cambia.

Mangiamo tutti con la bocca.”

 

“In Romania i miei genitori sono stati condannati a morte dopo la nostra fuga.

Non potremo mai tornare indietro, è proibito”.

 

La parola “proibito” traccia un confine preciso, evidenziando una scissione tra essere e “appartenere a”.

Una voce che scandisce bene i diritti dei popoli, liberando il grido di rabbia da un’oppressione a lungo taciuto.

Le allegorie si alternano alla quotidianità, regalando un immaginario affascinante.

La scrittrice sa alleggerire il romanzo e pur narrando un’esistenza difficile restituisce ai personaggi un’anima integra.

Emerge il bisogno di cancellare l’infamia di non essere nessuno, gente che non ha radici.

Il libro è un monito rivolto a tutti noi, un invito a cercare nell’esule le ragioni della fuga.

È la coscienza luminosa di chi attraverso la parola prende le distanze da un mondo privo di attenzione, oscurato da una visione marginale dei problemi migratori.

È la tenerezza di ritornare nell’utero materno, ricomporre unità affettiva e nell’annullamento dell’Io essere popolo.

 

 

2 thoughts on ““Perché il bambino cuoce nella polenta” Aglaja Veteranyi keller Editore

  1. Tra favola e realtà, mettendo in evidenza i punti negativi del mondo in cui viviamo
    Il trauma dei continui spostamenti, la paura costante, il desiderio di famiglia, di protezione, il sentirsi senza radici… fanno riflettere molto su esclusioni, migrazioni e quant’altro…
    Grazie per ottima recensione e scelta.

  2. Terribile lo spettro della paura. Paura di tutto, per il mestiere della madre, per non poter rientrare in patria e ancora per paura che la propria “casa evapori”. Un libro che racconta la sensazioni di una ragazzina che vive in un ambiente insolito e che dovrebbe essere spettacolare: il circo.
    Bella recensione.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.