“Vasi Rotti” Andre Dubus Mattioli 1885

“Vidi solo il vuoto del mio io interiore.”

In “Vasi rotti”, pubblicato da “Mattioli 1885”, i luoghi si presentano come schizzi perfetti, ricchi di dettagli e di sfumature.

Si percepisce però una frattura, un senso di smarrimento che solo un Maestro come Andre Dubus sa far affiorare.

“All’epoca non sapevo esprimere a parole ciò che sentivo dentro”.

I sogni giovanili svaniti come sfere luminose perdendosi nell’oscurità, il giorno da scandire come una lenta passeggiata, l’America con il suo volto triste osservata da un finestrino in corsa: scorci di una scrittura evanescente, intrisa di malinconia.

Paesaggi che si rincorrono, si sovrappongono nella concitazione di narrare il non visto, il meraviglioso, l’esclusivo.

È sbalorditiva la capacità di far emergere il sensazionale dalla normalità, da un quotidiano che non ha nulla di speciale.

“In un appartamento la solitudine è costruita da acciaio e cemento che si elevano da sopra la strada, i soli colori sono quelli delle pareti.”

Non c’è un verbo o un aggettivo di troppo, nella schematicità della frase si apprezza il guizzo sentimentale, la scintilla di una percezione.

“Il romanticismo è duro a morire, perché è nella sua natura voler sopravvivere a tutti i costi.”

C’è tanta tenerezza nel raccontare una terra di conflitti, nel sentirla profondamente intima, nel cercarne ogni colore, ogni asperità e pendio.

La consapevolezza che ogni giorno confina con inizio e fine, il senso di straniamento di fronte alla morte, la mancanza di filtri metaforici trasformano il testo in una appassionata meditazione.

Un invito a lottare contro i bulli di ogni tempo, ad amare senza far appassire il desiderio e soprattutto a non lasciarsi sfuggere le ingiustizie, i torti e le bugie di una società sempre più assente.

“Dobbiamo cercare di conoscerci, capirci e amarci come meglio possiamo”.

 

E forse le parole non sempre sono necessarie.

L’autore si concede con una libertà mentale che travolge, ogni evento viene distillato in parole accorate e brilla come una cometa in una notte buia la personalità ferita, le delusioni, la simbiosi con il racconto.

Liberare le storie imprigionate nel cuore, fare i conti con se stessi e con il lettore: un libro che entra nella pelle, si fa sangue e vita.

 

 

2 thoughts on ““Vasi Rotti” Andre Dubus Mattioli 1885

  1. Frammenti di vita, sogni svaniti…
    Sembra di ascoltare un amico che si racconta dall’adolescenza fino all’età matura.
    Stati d’animo, vicende familiari, storture di vario genere, paesaggi,ci scorrono davanti permeati di solitudine e malinconia .
    Grazie per la recensione sentita, che suscita interesse per questo libro

  2. È vero che a volte le parole non sono necessarie. Tante volte le azioni servono di più anche per qualcosa che magari non riguarda gli altri, ma noi stessi. Recensione impeccabile.

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