“Il silenzio dell’acciuga” Lorena Spampinato Nutrimenti

“A casa nostra, il contatto non era un’estensione del sentimento, era piuttosto una dichiarazione di esistenza.”

Tresa e Gero, gemelli che nella similitudine cercano il riconoscimento, la visibilità, la necessità di esprimere una presenza nel mondo.

L’infanzia è assenza della madre, che nella morte è stata relegata all’oblio.

Un padre incapace di regalare amore, pronto a cercare altre strade per fuggire dalle responsabilità di genitore.

Rosa che “mescolava parole, creava innesti di discorsi che poi disperdeva nel vuoto”.

Figura di aria e di luce, diventa famiglia e impara il linguaggio della comprensione.

Sullo sfondo una Sicilia appena accennata, qualche sfumatura che svela l’incanto e la tragicità di una terra che si chiude in se stessa.

“I due luoghi della mia infanzia, l’uno alle pendici dell’Etna, l’altro disperso nell’entroterra siciliano, creavano così ricordi sovrapposti”

Gli spazi si confondono nella nebbia di un gelo interiore.

La piazza, la campagna, la casa: immagini sulle quali si sovrappongono personaggi che circoscrivono arretratezza e bigottismo.

“Il silenzio dell’acciuga”, pubblicato da “Nutrimenti”, nella linearità di una narrazione a tratti dolorosa, è simbolica rappresentazione della complessità dell’adolescenza.

La difficoltà di comprendere l’universo adulto, spinoso, inespressivo.

“Essere femmina era una condanna a sembianze e modi d’essere da cui era meglio stare alla larga”.

1965 e la negazione del ruolo, del corpo e delle emozioni.

Vivere “la differenza, che avveniva ancora solo per sottrazione” e la paura di staccarsi dal modello maschile.

L’amicizia sempre in bilico con la scoperta del desiderio e il costante rifiuto di vedersi femmina.

Lorenza Spampinato crea un’atmosfera densa di sentimenti, introduce poche parole dialettali come a voler ribadire un’appartenenza.

Trasforma il conflitto tra fratelli in una prova di forza che non avrà vincitori.

Racconta il silenzio che uccide la verità, lo materializza attraverso una scenografia accurata.

“Forse la parte più grande di noi è lì nascosta, sottoterra.

Ci trattiene e al contempo ci tiene in vita”.

Un canto avvolge ogni cosa e lascia nel cuore il segno di un viaggio sofferto.

Si torna all’origine in un abbraccio immaginato mentre i troppi fantasmi scompaiono lasciando solo un vuoto nel petto.

 

 

 

One thought on ““Il silenzio dell’acciuga” Lorena Spampinato Nutrimenti

  1. “Forse la parte più grande di noi è lì nascosta, sottoterra” chissà forse è come per gli alberi. Le radici sono molto estese nel sottosuolo, solo la chioma riusciamo a vederla tutta. Recensione bella e profonda.

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