“Le ribelli” Chandler Baker Longanesi

“Le ribelli”, pubblicato da Longanesi, lascia senza parole per il coraggio che trasmette, per l’attualità di una storia che ci coinvolge tutte.

Un atto d’accusa, la necessità di rompere il silenzio, di raccontare la prepotenza maschile.

La scrittura è incisiva, essenziale, scorre veloce ideando un thriller che ribalta ogni canone narrativo.

Chandler Baker è geniale nel creare un falso sviluppo fin dalle prime pagine.

“Finchè tutto cambiò.

Il giorno in cui morì il nostro CEO, d’un tratto ci rendemmo conto che il nostro treno aveva una ruota difettosa e che stavamo per essere scaraventate fuori dai binari.”

Inizia per il lettore l’attesa, qualcosa sta per succedere mentre entrano in scena le protagoniste.

Sloane, Ardie, Grace, Rosalita, Katherine: personalità differenti che improvvisamente trovano un comune nemico.

Del superiore Ames Garrett i dettagli sono pochi.

Intuiamo l’arroganza e il predominio maschile attraverso piccoli scorci.

Una strategia non solo narrativa.

Alla scrittrice non serve un capro espiatorio, l’obiettivo è ben più profondo.

È messa in discussione una società che riserva alle figure femminili ruoli subalterni, le educa all’accettazione e alla sottomissione.

Un evento inaspettato riorganizza la trama e mostra le reazioni emotive, le paure, le rabbie, le incertezze dell’universo femminile.

Unite finalmente, pronte a sfidare la menzogna, a svelare le trame di un potere sessuale devastante.

La velocità dei dialoghi, la concatenazione degli eventi, il respiro lungo delle analisi introspettive ci regalano una storia importante.

Un urlo di ribellione che è corale, un invito a denunciare i carnefici.

“Quando una di noi parlava, non lo faceva solo per sè. Era per noi. E si offriva come vittima sacrificale.

Un altro ciocco aggiunto alla pira delle nostre storie, delle nostre voci.

E noi avremmo alimentato le fiamme.

Propagato la verità.

Avremmo raso tutto al suolo, se necessario.

Per ricominciare da zero.”

L’importanza della parola che nel testo si fa speranza di cambiamento.