“Insegnami la tempesta” Emanuela Canepa Einaudi Stile Libero

“Quand’è che le cose con Matilde avevano cominciato a peggiorare?

Emma se l’era chiesto spesso, ma l’origine del disagio le sfuggiva.

Sapeva solo che sempre più di frequente le capitava di sentirsi inutile.

Una madre superflua.”

Due figure e un’increspatura affannosa che prende corpo, cresce come un malsano nemico lasciando entrambe su due sponde opposte.

La percezione di distanza si costruisce tra le mura di un silenzio dilagante, uno sfregio affettivo, un marchio che ha i colori cangianti della rabbia.

“Insegnami la tempesta”, pubblicato da Einaudi Stile Libero, è la sensazione che si fa scrittura.

Immagine riflessa di una privazione a lungo trattenuta tra le maglie del non detto.

È la maternità genuflessa in un atto di abbandono, come una promessa mancata.

Adolescenza spigolosa dove i perché si confondono lasciando una gestualità intirizzita.

Il nostro tempo si stigmatizza feroce, aggressivo nella simbologia di una bufera che allaga e distrugge.

Roma sta a guardare trasferendo il suo caos e le sue disarmonie nel chiuso di una casa.

Prigione che non concede scampo, ingorgo di frasi smozzicate e di frammenti di verità.

Cocci di vetro affilati che feriscono e allontanano.

Emanuela Canepa ribalta ruoli avvizziti da modelli ormai poco credibili, elabora uno schema che percorre un cammino in salita.

Un romanzo pensato, articolato in più risvolti, curato nella forma.

Pur nella diversità si coglie un legame con “L’animale femmina”. Rivediamo tratti di quella consapevolezza graduale raggiunta da Rosita.

Per la scrittrice fondamentale è trovare non una strada, ma la propria strada.

Una ricerca all’ultimo sangue, senza sconti a sé stessi.

Irene è baricentro di un destino che capriccioso scompagina le carte.

Voce che arriva da lontano, coscienza che prova ad assolvere, corpo che sa accogliere e ascoltare.

E nella “Vocazione” di Caravaggio si concentra un segnale che trasfigura il testo, lo illumina di una luce accecante, lo spinge verso una svolta decisiva.

“La libertà di essere totale.

La libertà di non coincidere con niente, di non essere definita da nulla.”

 

 

Un volano che spinge in alto, verso mete che conoscono la pace.

Lo scivolamento lento di due anime che provano a conoscersi