“Storia di Anna” Giuliano Gallini Nutrimenti

 

 

Ferrara avvolta da mutevoli sentimenti.

Città che si apre mostrando intimidita la sua bellezza cangiante.

Uno scenario trasognato, dove si muovono danzando i personaggi creati da Giorgio Bassani.

Testimoni di una frantumazione storica ed esistenziale che Giuliano Gallini riesce a ricomporre.

“Storia di Anna”, pubblicato da Nutrimenti, scioglie enigmi e ne inventa altri.

Scava nell’esistenza della protagonista, ne coglie impercettibili fiammate, ne restituisce entusiasmi e sogni.

Figura che sfugge e che attrae, polo incandescente di lacerazioni profonde.

Il ricordo dei genitori scomparsi prende le forme di un’apparizione nella necessità di non perdere quel legame inscindibile.

Donna colta, vittima di un tempo liquido dove non c’è posto per la fantasia, si lascia trascinare sulle sponde di un matrimonio infelice.

Madre che non sa intuire il disagio del figlio, amante posseduta dal demone di un desiderio che trafigge ogni tabù.

“La moltiplicazione dell’Io”: è questa la forza del romanzo.

Creare uno spazio aperto, intravedere orizzonti assolati,  smaltire la tristezza nella periferia desolata dell’animo.

Cogliere l’incanto di un incontro e sentire il terrore della perdita.

Affidarsi e negarsi, cercare il territorio sabbioso della follia, scegliere il silenzio mentre le ore si allungano trasformando le ombre in fantasmi.

Una storia scritta con la passione di chi non edulcora il presente.

Lo mostra con cura in tutta la sua ferocia.

Nel gioco tra vita e morte non ci sono vincitori e vinti, solo lo sguardo che si dilata sui binari in corsa mentre si continua a incedere in un dedalo inesplorato.

Chi siamo e dove andiamo? Riusciremo a trovare tracce e indizi che ci condurranno alla pace?

Pagine accorate, appassionate, mai distanti.

La dialettica del pathos si lascia toccare, esplorare, vivere e negli  infiniti possibili finali si percepisce il canto libero delle nostre nonne, madri e figlie.