“Le formiche festanti” Pinar Selek Fandango

“Colori più sfumati, speranze inaridite, passeggiate interrotte, voli..”

Città di vento e di sogni, di desideri inespressi, fiochi ricordi di altri tempi.

Incontri su un treno che corre, sparizioni, nuove identità, struggimenti ardenti.

Azucena, la farfalla dalle scarpe rosse, simbolo di una libertà interiore da conquistare, eroina di un tempo strano dove per essere bisogna travestirsi.

“Le formiche festanti”, pubblicato da Fandango, è un intreccio di visioni stemperate da una simbologia frenetica.

Niente è come appare, mentre “il mondo è solo un piccolo pianeta che gira nel freddo vuoto dello spazio. Una biglia rotonda inserita nell’orbita di una stella per riscaldarsi”.

Ogni personaggio nella sua singolarità mostra l’altra parte del cielo, quella romantica e fantasiosa di fate e principi con poteri magici.

“Chi oltrepassa le frontiere, chi sostiene chi è in esilio, chi produce semi e li distribuisce gratuitamente, chi si traveste da albero per sentire la terra, chi nasconde arcobaleni perché non vengano venduti.”

Sono gli ultimi, gli esiliati, i diversi ma riempiono il loro spazio di sfumature.

I colori accesi della resistenza, la sfida a chi li vorrebbe invisibili.

Un romanzo potente, “il sogno di evadere da tutte le prigioni”.

L’invito a cercare “una pausa, una fuga, un ritorno.”

“Imparare ad amare senza giudizio, diventare leggeri.”