@ladivoralibri recensisce “Pomeriggio d’estate” Shirley Jackson Adelphi Editore

 

La collana Microgrammi di Adelphi presenta, nella splendida traduzione di Simona Vinci, due racconti inediti di Shirley JacksonInvito a cena e Pomeriggio d’estate.

Tutta la bravura della Jackson esce, traboccante, da due racconti perfetti, pervasi da un’inquietudine sottile, insidiosa, che arriva discreta alla coscienza del lettore per deflagrare in un’ espressione di autentico terrore che si risolve nel grande compiacimento di averla provata.

Si muove con grazia la Jackson, padrona di una prosa impeccabile che con esattezza e brevità delinea le atmosfere domestiche e di quartiere entro cui si muovono i suoi personaggi, donne e bambine espresse da dialoghi imprescindibili, su cui si regge la loro storia e l’introspezione psicologica di cui siamo messi a parte. Gli incubi, le perplessità, le ingenuità e i punti di forza di questi personaggi fluiscono senza sforzo dalle loro parole e ce li rendono immediati, possibili, intimi.

Il primo racconto della piccola raccolta in eBook, Invito a cena, racconta di Dimity, giovane donna alle prese con una cena da preparare ad un arrogante pretendente. L’atmosfera gotica arriva fin dalle prime righe, con la comparsa in casa della ragazza di una sconosciuta donna anziana, presentatasi come amica della madre che le offrirà ben più di un sostegno culinario e le svelerà molte cose sull’uomo che aspetta e su se stessa. Nel secondo racconto, che dà il titolo alla raccolta, due bambine vanno a trovare una loro amichetta, vicina di isolato, l’hanno soprannominata Tippie, perché di lei vedono solo la punta delle dita quando le saluta dalla finestra o sposta i suoi giocattoli sul davanzale.

Regina del gotico contemporaneo, la Jackson è anche maestra nell’arte del racconto che appare perfettamente congegnato e mira dritto al bersaglio. Senza sbavature incede con un’eleganza insolita, finezza di passo che conduce nel più nero degli incubi, che getta tra le braccia del sospetto più raggelante. Esempio fulgido di talento e tecnica letteraria, anche questi due piccoli, micidiali, racconti confermano nuovamente, all’ennesima potenza, la grandezza di una scrittrice che ormai può definirsi eterna.