“Pomeriggio d’estate” Shirley Jackson Adelphi Edizioni

Shirley Jackson ha una grazia che trabocca avvolgendo il lettore.

Le parole compongono perfetti mosaici che uniti insieme compongono un affresco letterario raffinatissimo.

I due racconti pubblicati da Adelphi Editore nella Collana Microgrammi sono un assaggio del volume “La luna di miele della signora Smith”, che, ci auguriamo, verranno editi al più presto.

Nel primo testo, “Invito a cena”, ci divertiamo nel seguire le avventure culinarie di Dimitri, giovane che incarna perfettamente lo spirito ribelle dell’autrice.

“Sono come mille altre ragazze qui in città: faccio un lavoro che mi piace; dividevo il mio appartamento con un’amica, ma lei si è sposata e adesso vivo sola; probabilmente un giorno sposerò un bravo ragazzo e avrò due figli (prima un maschio, credo, poi una femmina); sono forte, in buona salute, ho delle belle gambe e dei ricci naturali. E, come mille altre ragazze, detesto che un uomo – qualsiasi uomo – mi parli con quel tono di voce lievemente paternalistico che usano talvolta gli uomini, cominciando le frasi con: «Il problema, con le donne, è che…».

L’effetto sorpresa arriva nel momento giusto della narrazione quando già il lettore era entrato nella trama.

La bravura sta non solo nell’introdurre un personaggio particolare ma nel creare una sorta di mistero sull’identità di questa nuova figura.

Gli eventi si ribaltano e portano ad un finale che offre una lettura alternativa ad un femminile passivo.

Nella seconda storia, “Pomeriggio d’estate”, che da il titolo al libro, protagoniste sono due bambine e nell’innocenza dei giochi si respira una pacatezza e un desiderio di lasciarsi andare.

Ma… l’imprevisto è in agguato colorando la scrittura di un sottile enigma che congiunge vita e morte.

Definita maestra delle atmosfere gotiche la nostra autrice incanta per la capacità di descrivere i dettagli, di scegliere la luce giusta delle scene.

Una carezza che può trasformarsi in una scossa, una energia che coniuga la verità con qualcosa che è simile all’inganno.

Resta il dubbio ed è questa la forza della vera letteratura. Si legge e si rilegge pronti a trovare altri spunti interpretativi, grati all’editore e alla bravissima traduttrice, Simona Vinci.