“Il rogo nel porto” Boris Pahor La Nave di Teseo

 

La Storia con la sua irruenza entra nelle vite dei piccoli Branko e Evka.

Hanno origini slovene e cercano di comprendere le persecuzioni subite dagli adulti.

Anni 20, Trieste con la bora che soffia impetuosa, nel silenzio delle strade subisce l’attacco “degli uomini neri”.

“Il rogo nel porto”, pubblicato da La Nave di Teseo nella Collana “Gli squali” ha il sapore di una favola per lo stile e per la caratterizzazione dei personaggi.

Buoni e cattivi in una parodia che rende il reale sfumato.

Una necessità narrativa, il bisogno di raccontare i fatti attraverso occhi innocenti.

“Sopra le case il cielo era rosso come se fosse intriso di sangue.

Nell’aria odore di fumo. Si era forse incendiato un vaporetto nel porto?

Avevano preso fuoco i capannoni?

Ardevano i vagoni con il legname?

Brucerà tutta Trieste?”

La luce scarlatta penetra e devasta “La Casa della Cultura” e qualcosa si frantuma.

Luogo di incontro e conoscenza che diventa cenere davanti allo sbigottimento e alla rabbia trattenuta.

Tutto si ferma e la scena riempie la narrazione, si fa voce del dolore degli oppressi di tutti i tempi.

Boris Pahor nel realismo del costrutto inserisce personaggi che hanno una valenza allegorica.

Mizzi capace di sfidare la tristezza inventando favole, la maestra Anica con la speranza di una nuova primavera, lo zio, uomo dai troppi enigmi.

Lo scrittore compie un piccolo miracolo e nel finale regala al testo la leggerezza di una speranza.

 

3 thoughts on ““Il rogo nel porto” Boris Pahor La Nave di Teseo

  1. Illuminante recensione per un libro che parla di una delle tante pagine nere della nostra storia
    Grazie Maria Anna

  2. Chiedersi perché? forse ci aiuta anche a capire i fatti negativi che ci segnano, come per i due bambini di questo libro.

  3. Voce limpida e potente, poetica, ma dolorosa e vera, per questo universale, che tocca l’anima.
    Grazie per questo gioiello, racconti che restano nel cuore. 🌹

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