“Tanto domani mi sveglio” Bruno Lauzi Oltre Edizioni

“Il sogno segue un rito necessario

Che allora non sapevo

E la mia vita

È solamente la continuazione

Di un sogno che ho creduto immaginario”

“Tanto domani mi sveglio, pubblicato da Oltre Edizioni, è la rilettura ironica e scanzonata di un’Italia che ha lasciato tracce indelebili nel nostro presente.

Si ha la sensazione di trovarsi davanti un vecchio juke-box in riva al mare, lasciarsi travolgere dalle canzoni di Luigi Tenco, ascoltare la voce arrochita di De Andrè, sognare altri lidi insieme a Mia Martini.

Bruno Lauzi riesce a destrutturare il Mito. Restituisce agli artisti quell’umanità fatta di piccoli aneddoti, sconfitte, gelosie.

Si diverte a raccontare non le glorie e i successi ma il percorso di elaborazione della canzone, l’attesa, le speranze.

“Sono polemico, dispettoso, un terribile bastian contrario, ma l’unica difesa che l’uomo ha nei confronti della omologazione ormai vincente è dimenticare le regole del Grande Gioco e ribaltare il trionfante Luogo Comune”.

Si respira un’aria di complicità che permette di contestare una scelta, di sorridere insieme di un insuccesso.

La sincerità è la carta vincente di un testo che vuole fermare quel tempo, quella storia musicale, quelle ideologie politiche.

“In questo inimitabile Paese che sfiora la tragedia e a volte ci sguazza con voluttà ma sempre con la leggiadria dei ballerini di liscio, casualmente, senza importanza, può capitare di imbattersi in pagine di storia imbarazzanti”.

L’autore conosce bene il nostro paese, non ha timori a mostrarne le fragilità mantenendo una verve distaccata.

Molto belle le poesie che fanno da controcanto alla memoria.

Quasi un bisogno di consolazione, di mediare attraverso il verso la perdita di tanti cari amici.

Una visita di un Museo vivente perchè ogni personaggio ci ha lasciato una traccia, un cammino da seguire.

 

One thought on ““Tanto domani mi sveglio” Bruno Lauzi Oltre Edizioni

  1. Magnifica recensione, che con un po’ di nostalgia, ci avvicina ad alcuni miti della musica e ce ne fa conoscere le fragilità. Grazie Maria Anna, per queste scelte sempre belle che ci aprono insoliti orizzonti

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