@lidiafera1975 recensisce “L’arte della felicità” Dai Lama

@lidiafera1975 recensisce “L’arte della felicità” Dai Lama

 

Dopo la lettura di questo libro capisco appieno il titolo. Ricercare e raggiungere la felicità è davvero un’arte. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, queste pagine sostengono che per raggiungere la felicità non bisogna fare alcuna scalata sociale o cose del genere, è un lavoro che riguarda se stessi: l’anima, il proprio cuore e soprattutto il proprio cervello, è necessario operare un discernimento tra ciò che è bene e quello che non lo è per la nostra esistenza e di conseguenza per i rapporti con gli altri, da quello che ci causa disagio e ci fa provare un sentimento di disturbo e negativo come l’odio, che in realtà si rivela essere uno strumento per distruggere de stessi. Il libro ci porta a capire quanto sia utile e necessario curarci di noi abbastanza da venire a conoscenza del fatto che la rabbia ci incattivisce e ci rende ottusi, la nostra mente non è libera abbastanza e ci frena tanto da non riuscire a gioire di ciò che in realtà già possediamo in noi. Soggetti senzienti che sprecano la loro energie provando inutili sentimenti negativi verso gli altri che provocano solo malessere e ci fanno sprecare la nostra vita. Anche per i momenti tragici e di sofferenza viene sostenuta la tesi di questo tipo di discernimento e costa tanta fatica scegliere di accettare quello che siamo e non ci vuole poco, bensì costa moltissimo in termini di sforzo mentale raggiungere uno stato di consapevolezza di noi stessi e di ogni potenzialità di cui ciascuno à dotato per poter superare certi traumi oppure situazioni che ci rendono schiavi degli altri e dei sentimenti peggiori. Queste righe sostengono che provare compassione e considerarsi compassionevoli può essere uno dei doni connaturati di ogni individuo, oppure il frutto di esercizi spirituali che alcune grandi dottrine insegnano; significa idealmente condividere il peso delle sofferenza altrui ed essere quindi persone migliori per noi e gli altri che non guasta.