“Il tradimento di Rita Hayworth” Manuel Puig SUR

“Il tradimento di Rita Hayworth” è un libro che ha rivoluzionato non solo la narrativa latino americana.

Ha segnato una svolta nel panorama letterario internazionale grazie ad una rete di connessioni che trasformano la trama in un paesaggio articolato.

Pubblicato nel 1968 torna in libreria grazie a SUR e riesce a stupire il lettore.

Ambientato nell’Argentina degli anni 40 smonta la visione idilliaca di una società aggrappata a valori inespugnabili.

Attraverso il piccolo Toto mette in luce il divario socio culturale, le credenze bigotte, la falsità dell’apparire.

Il cinema diventa l’altra realtà, quella che riesce a smorzare i colori opachi di un quotidiano soffocante.

Su questa quotidianità che imbriglia i sogni  Manuel Puig punta i riflettori.

I personaggi hanno la voce del desiderio represso e si muovono nella polverosa terra della negazione con la consapevolezza di essere degli sconfitti.

L’analisi antropologica è tagliente e al contempo mostra una ribellione sotteranea ma palpabile.

La scrittura è un esercizio di stile, un variegato itinerario tra generi.

Dal monologo al dialogo la struttura si consolida e si evolve in un percorso che non conosce la linearità.

La punteggiatura diventa un orpello e nell’accelerazione del linguaggio si sente la prodigiosa necessità di esprimere il pensiero senza impedimenti.

Il sogno può essere rivisitato in chiave psicoanalita o se si si preferisce ci si può affidare alle immagini creative e certamente legate alla tradizione orale.

Nella relazione madre figlio si concentra un diverso approccio tra maschile e femminile.

Non più la figura materna come grembo che accoglie ma compagna di fantasticherie.

Un romanzo da leggere per liberare la mente e il cuore da stancanti barriere semantiche.

La letteratura è ricerca di spazi ideativi nuovi e lo scrittore sa proporli.