“Kaddish.com” Nathan Englander Einaudi Editore

“Kaddish.com”, pubblicato da Einaudi Editore, è un appassionato viaggio nel territorio spirituale.

Nel protagonista si percepisce la resistenza a credenze ed obblighi religiosi ma la morte del padre lo costringe a rispettare la tradizione ebraica e recitare il Kaddish del lutto per undici mesi.

Un impegno che non può mantenere ed ecco lo stratagemma: trovare qualcuno che a pagamento sia disposto a recitare la Preghiera al posto suo.

Sembra che la storia sia conclusa quando avviene un cambiamento nella mente del nostro personaggio.

Nathan Englander non parla della conversione, rispettandone la sacralità e i ritmi di ricerca.

Costruisce un nuovo impianto narrativo a distanza di anni e solo nel comportamento, nelle scelte e nelle parole comprendiamo che c’è stata una svolta decisiva.

Il rovello del pentimento arriva inaspettato e mette in moto un sentimento di tormento interiore difficile da spegnere.

Bisogna ritornare al passato, espiare la colpa di non essere stato figlio devoto.

Una trama articolata dove le figure secondare sono fondamentali.

La moglie, l’alunno con voci diverse aprono la strada al ragionamento, alla luce di un nuovo cammino.

La trama è ricca di eventi, si muove con elasticità nel tradurre il disagio dell’uomo contemporaneo di fronte a quesiti universali.

Dio, il Paradido, il rispetto dei rituali sono i pilastri di una scrittura che sa essere al contempo ironica ed emozionante.

È come se l’autore ci mettere di fronte ad uno specchio che mostra le nostre debolezze, i timori, la paura di fronte all’ignoto.

Curata la scenografia dei luoghi, ogni casa, ogni strada, ogni oggetto ha una sua doppia simbologia.

I sogni sono film coloratissimi e fanno pensare ad un’accelerazione di immagini che scorrono accavallandosi tra loro.

Ricordano “Una cena al centro della terra” ma nella nuova prova narrativa viene sviluppato con più forza il ruolo della coscienza.

“Penso che il Mondo a Venire non sia altro che una lunga tavola intorno alla quale siedono tutti, uomini e donne..”

La profondità di certe frasi si mescola ad una continua, affannosa voglia di eternità.

Tenere in vita attraverso la preghiera è un modo per continuare a stringere la mano a tutti coloro che non ci sono più.

È un cerchio ideale che smorza il dolore, confina in un angolo l’oblio.

Un romanzo che ha tante sfaccettature tutte da scoprire.

Invita a trovare nei riti “un legame nel tempo che ci protegge dal caos.”

A “lavorare e pensare” ma soprattutto ad imparare a perdonarsi.”