“Gli affamati” Mattia Insolia Ponte alle Grazie

 

Paolo e Antonio: nell’unione sbilenca tra fratelli si accuccia e cresce il dolore di troppe rinunce.

Un paese che non offre prospettive, sfocata immagine di un Sud raggomitolato su se stesso.

Il ricordo ossessivo di un padre violento che ha segnato profondamente non solo iĺ passato.

Una madre che ha preferito fuggire lasciando un vuoto con un retrogusto amaro.

“Gli affamati”, pubblicato da Ponte alle Grazie, è affresco di una generazione che non ha diritto ai sogni.

È lo sbandamento emotivo che porta a gesti inconsulti.

Il bisogno di essere visibili, amati, desiderati.

Il tormento di sentirsi diversi e l’incapacità di vivere appieno i moti interiori.

L’inutile tentativo di dimenticare, scansare i giorni troppo uguali.

Mattia Insolia scrive un romanzo dalle tinte forti costruendo una griglia di immagini.

Racconta la vertigine e la perdizione.

Rende viva la rabbia, le offre un volto deformato.

Pochi tratti come pennellate dove il colore dilaga sulla tela lasciando impronte che si trasformano in pozze di disperazione.

La solitudine è madre e matrigna, consigliera spudorata e amante fedele.

Un crescendo che crea vortici di vento mentre l’abbraccio può essere morsa,  vincolo che non conosce limiti.

Lo scrittore ha il coraggio di sfidare tanti fantasmi e ne esce vincente.

Nell’incipit e nel finale i due estremi si toccano e forse finalmente ci sarà pace.