“Nel segno dell’anguilla” Patrik Svensson Guanda Editore

“Ci sono circostanze di fronte alle quali siamo costretti a scegliere che cosa credere.”

“Nel segno dell’anguilla”, pubblicato da Guanda, è la metafora dell’Origine.

L’inizio del ciclo vitale che ha affascinato nei secoli gli studiosi si articola in una serie di domande che non comprendono solo “il dove e il quando” ma anche il perchè.

Patrik Svensson sceglie un animale che sfugge ad ogni classificazione, subisce diverse metamorfosi e nel viaggiare ha un obiettivo.

È simbolo del soprannaturale o figura mitologica? Perchè sceglie di ritornare nel mar dei Sargassi, mare nel mare, luogo senza confini?

È un modo di sfuggire alle insidie del mondo e quanto la sua presenza nel testo è una ricerca di origini?

Il libro si evolve seguendo due percorsi che si intersecano in una scrittura che sa essere giornalistica, irreale e teneramente umana.

Gli studi di Aristotele, Freud, i riferimenti ai Vangeli confermano che la verità va approfondita, assaporata, confrontata.

Nella scrittura non ci sono vincoli fideistici, false credenze, ma una costante, vorace necessità di comprendere.

“Il riflesso della luce lunare, l’erba frusciante, le ombre degli alberi, lo scorrere monotono del torrente” e in questa atmosfera sacra si consuma la condivisione tra padre e figlio. Andare a pesca, trovare nello stare assieme la confidenza non di parole ma di sguardi. Essere come l’anguilla capaci di cambiare rotta, immergersi nella profondità dei sentimenti.

Un testo che offre una preziosa testimonianza sulla salvaguardia delle specie a rischio e forse anche l’uomo è viaggiatore senza meta, in un oceano di incertezze.