“L’acrobata” Laura Forti Giuntina

 

Un padre che è solo assenza ingombrante, silenzioso tormento, immagine sfocata di un passato impossibile da comprendere.

A rivelare la verità è la nonna, finalmente pronta a rivivere l’inferno di una morte ingiusta.

Ha imparato “a tenere tutto dentro come la terra tiene al suo interno il fremito che la può schiantare o il vulcano la lava prima di esplodere”.

Sa che è arrivato il tempo di non trattenere il pianto, di rivivere attimo dopo attimo le scelte del suo Pepe.

Massacrato dal regime di Pinochet, lui che voleva resistere, lottare, ridare dignità al suo Paese.

“L’acrobata”, pubblicato da “Giuntina” è un romanzo forte, dove ogni parola ha il sapore aspro del ricordo a lungo rimosso.

È la storia di una madre che ha scelto di lasciare il Cile durante la dittatura, di abbandonare sogni di uguaglianza, abituata fin da piccola all’esilio.

Figlia di ebrei perseguitati, conosce la fuga, lo strappo e la mortificazione di chi non ha una patria. Laura Forti, accogliendo come reliquia la storia del cugino Jose Valenzuela Levi, ci regala una testimonianza straziante senza essere retorica.

Sa analizzare con lucidità gli eventi, li colloca con meticolosa precisione all’interno del testo creando una traccia per chi ha voglia di conoscere cosa significa lottare per la libertà sapendo che la posta in gioco è la vita stessa.