“Perversioni inconfessabili” Giuseppe Marcenaro Italo Svevo

Il tempo si ferma e distilla emozioni leggendo “Perversioni inconfessabili”, pubblicato da Italo Svevo.

Piccoli gioielli narrativi incastonati in una scrittura cesellata sulla memoria.

Appunti sparsi che si concedono il lusso di ritornare al passato con voce melodica.

Echi di una cultura d’altri tempi dove il libro è parte dell’esistenza, pietra miliare di un momento.

Varietà di argomenti che sono saggi e racconti contemporaneamente.

Visioni di amori che nel possesso totale esplorano l’ebbrezza di offrirsi ” senza difesa e senza ritegno.”

“Un lungo infinito abbraccio che ci fonde e avviene nel complice silenzio, nell’incoffessabile lussuria che ci unisce.”

Lettere scritte a mano, “disperso pulviscolo”, incrocio di destini, meraviglioso esercizio in cui ci si mostra nudi, storie di sopravvivenza su fogli che odorano di rimpianti.

“I rapporti elettronici hanno sbaragliato l’arte della scrittura.

Vagolando per l’etere con l’illusione di comunicare con tutti.

E con nessuno.

Nel fragoroso silenzio della perdita di senso.”

Giuseppe Marcenaro ha il pregio di essere un prestigiatore della parola.

Il suo cilindro magico contiene viaggi e sogni e furtive malinconie.

C’è il desiderio di raccogliere quelli che consideriamo scarti, inutili vetri frantumati, sapori d’adolescenza.

“Le letture….

Lunghi pomeriggi di accasciate solitudini….

La scoperta solitaria di strane pulsioni…”

La gioia di immaginare partendo da un testo di teatro, la maniaca disposizione della biblioteca: una passeggiata di ampio respiro culturale.

E la certezza che “l’infinito è intorno a noi: e si può rinvenire anche in un biglietto di tram.”