“Un uomo a pezzi” Francesco Muzzopappa Fazi Editore

Francesco Muzzopappa in “Un uomo a pezzi” trova una sua dimensione letteraria, condita da quella verve ironica che lo ha sempre contraddistinto.

Azzeccata la scelta di brevi capitoli che somigliano a racconti costruiti in maniera impeccabile.

Veloci, lineari offrono quadretti di una quotidianità che è arricchita da battute sagaci, osservazioni geniali, occasioni di riflessione.

C’è la geniuna sincerità e la voglia di prendersi in giro, guardando dentro gli innumerevoli specchi di una personalità complessa.

Esce il personaggio in tutta la sua essenza, non ci sono tic nascosti, ossessioni da smussare.

La visita ad un mercatino dell’usato, le abitudini alimentari, “il guaio di vivere in un monolocale”, il taglio di capelli: dettagli ingigantiti, riprodotti cogliendo il surreale che riescono a celare.

“Come forse avrò avuto modo di chiarire, io sono un mezzosangue: mia madre è pugliese e mio padre calabrese.

Per tradizione il frigo DEVE essere pieno.

Se viene a farti visita un parente, che fai, un capretto non glielo offri?”

L’autore, innamorato della sua terra, sa descriverla con passione, regalando quadretti di usi e costumi autentici.

Il rapporto di coppia con Costanza è la dimostrazione che gli opposti riescono a convivere se si accetta con rispetto “le follie” dell’altro.

Un libro che fa ridere di gusto e che sa emozionare.

I ricordi d’infanzia, il rito della preparazione della salsa, le fiere di paese scatenano nel lettore una ridda di immagini.

“In circostanze normali non sono una persona competitiva.

Resto convinto che il mondo sia grande abbastanza da contenerci tutti.”

Da leggere cogliendo la brillante frammentazione di episodi del vissuto, apprezzando l’impietosa e coraggiosa fotografia del sè che si offre senza timore.