“Il libro di Katerina” Auguste Korteau Nutrimenti

 

“Siamo tutti in fondo a un inferno dove ogni attimo è un miracolo”

Le parole di Cioran sono preludio perfetto a “Il libro di Katerina”, pubblicato da Nutrimenti.

La tragedia si mescola alla commedia in un continuo rimando al passato.

Una verve narrativa travolgente narra un secolo di storia con leggerezza e autoironia.

Una famiglia con le sue zoppie e le sue indecifrabili follie.

“Nel 1931 mio padre Minas conoscerà mia madre Irini, più piccola di dieci anni, se ne innamorerà follemente e la sposerà.”

Sintesi perfetta di una relazione che mostrerà tutte le sue fragilità.

“Padre invisibile: se l’è ingoiato il negozio.

Madre: ugualmente assente.

Quando non è in giro per i negozi a scialacquare la sua paghetta inesauribile in oggetti di antiquariato, parrucche e tailleur color pastello, è in viaggio con suo marito.”

Quattro fratelli descritti con brio senza trascurare le innumerevoli paranoie, le invidie, le cattiverie e i legami indissolubili.

La penna di Auguste Korteau, scrittore greco molto affermato, è graffiante, ironica, coinvolgente.

Attraverso la voce della protagonista, che da il titolo al romanzo, conosciamo i segreti e le bizzarrie, le instabilità emotive, “l’architettura del caos.”

Assaporiamo il disagio mentale sempre narrato come incidente legato a motivazioni psicologiche.

La scrittura è un atto salvifico ed il diario una forma di resistenza.

“Non scrivo però impressioni sparse e sensazioni e nemmeno momenti importanti.

No.

Io registro accuratamente, minuto per minuto, la vita di Patros.”

Figlio che avrà un ruolo fondamentale, sarà inizio e fine, attore e spettatore.

L’autore ha la capacità di tratteggiare l’enigmatica consistenza della psiche.

“Ho paura di perdere me stessa, la mia mente.”

Spietato, tenero, avvolgente non nasconde e vanifica la sofferenza.

“Amore significa sollevare croci”.

In un finale dove si svela la vera essenza della maternità si placa il senso di colpa e si trova la strada che porterà pace.