“È quello che ti meriti” Barbara Frandino Einaudi Editore

“E ora ho questo pensiero che cresce e preme contro la scatola cranica: è stato un incidente.

La scala era appoggiata a un albero, lui era sull’ultimo gradino.

Lo vedo oscillare, mentre cerca un appiglio tra i rami del melograno.

I rami si spezzano, la schiena si flette all’indietro, un braccio ruota nell’aria.

È goffo, con quella bocca spalancata in un urlo che non arriva.”

La perfezione di un’immagine, scarna, essenziale, carica di tensione.

Le frasi vengono scandite senza enfasi, bilanciando anche la punteggiatura.

La scrittura di Barbara Frandino in “È quello che ti meriti”, pubblicato da Einaudi, è la scenografia di una storia di coppia.

È il ribaltamento dei luoghi comuni, delle storie eterne, dei sentimenti congelati dalla banalità del presente.

“Le vite segrete si annidano nei piccoli particolari.”

Uno sguardo distratto, una carezza senza trasporto, un silenzio che cela altri orizzonti e il castello di carte di un amore consolidato crolla lasciando un pulviscolo di amarezze.

C’è un’altra donna, furtiva presenza, ombra che offusca e devasta.

“Il tempo procede così, a piccole sottrazioni.

Ci adattiamo all’assenza, facciamo continui aggiustamenti.

Finchè ci accorgiamo di più a quello che manca che a quello che resta.”

Ma cosa resta? E come si può perdonare?

Quanto è difficile provare a ricomporre una normalità che non esiste più?

Fuggire sarebbe una ipotetica scelta ma la razionalità non trova posto nel bisogno dell’altro.

Un bisogno che è carnale, doloroso, invalidante.

Addomesticare la ferocia dei ricordi, sentirsi bolla di risentimento pronta a scoppiare.

“Dovremo inventare una nuova lingua comune, cancellare vecchie abitudini, escogitarne di nuove.”

La scrittrice racconta l’estraneità di un corpo che ha ferito, il conflitto interiore e il bisogno di trovare uno spazio per sè.

Dà voce alle donne umiliate, alla sconfitta dell’ego.

Nella disparità di reazioni si coglie la fragilità maschile, l’incapacità di scegliere, di chiedere scusa.

“Dovrei sentirmi patetica perché credo che le persone possano continuare a stare insieme senza farsi a pezzi?

O smetterla di amarsi continuando a rispettarsi?”

Bisognerà avere il coraggio di accettarsi, accettare le proprie colpe e forse…

Una trama compatta, un linguaggio musicale e la nuda realtà: un testo maturo, il film del nostro tempo.

Buona lettura!