“L’altra donna” Cristina Comencini Einaudi Editore

Chi è “L’altra donna”?

È la moglie tradita o la giovane amante?

Una scacchiera dove le due figure femminili riescono a confrontarsi.

Una resa dei conti dolorosa e necessaria per capire cosa è l’amore.

Il romanzo pubblicato da Einaudi Editore è la sfida tra due generazioni che hanno il coraggio di frugare nel passato.

Entrambe ricompongono ferite adolescenziali e danno una lezione a tutti noi.

Assolvere i propri genitori significa assolvere se stessi, liberarsi da colpe che non ci appartengono.

Cristina Comencini racconta il declino della famiglia e lo fa senza enfasi.

Le interessa capire perché e come finisce una relazione, quando l’abitudine erode il sentimento.

Regge più storie in un unico quadro d’insieme e lascia la possibilità ai suoi personaggi di interpretare ed esprimere la propria personalità.

Il libro ha dei risvolti sociologici perché non si ferma alla trama ma scende in profondità, scava negli angoli bui.

Costruisce lentamente la solidarietà mostrando che si cresce solo nell’incontro e nell’ascolto.

La scrittura ha il vezzo di demolire i fantasmi e di cogliere solo la realtà.

Maria ed Elena sono facce di tempo che immaginando una eterna giovinezza costruisce illusioni.

Loro si ribellano e improvvisano un linguaggio comune.

E Pietro, l’uomo conteso?

Figura marginale o semplice pedina dell’incastro narrativo?

L’autrice lascia al lettore il compito di giudicare o forse semplicemente di accogliere le paure e le titubanze del maschio che oggi deve recitare un ruolo.

“Sono una spugna imbevuta di ricordi, di parole, di sensazioni”.

Nel finale costruito ad arte ci si accorge che non è importante dimenticare ma è fondamentale scegliere.