“Scusate il disturbo” Patty Yumi Cottrell 66thAnd2ND

 

“Eravamo a dir poco delusi di essere asiatici e piuttosto contrariati di essere stati condotti in questo paese in cui nessuno dei due aveva chiesto di essere portato, e poi né io né lui ci riconoscevamo come asiatici, non barravamo mai la casella asiatico sui questionari. Se qualcuno ci chiedeva da dove venissimo, di solito rispondevamo adottati.”

 

Helen, “trentaduenne single senza figli, con il ciclo irregolare, una laurea e un impiego a mezza giornata”, è voce narrante di “Scusate il disturbo” , pubblicato da 66thAnd2ND.

Alla morte del fratello cerca di indagare sul suo suicidio e torna nella casa di origine.

Scritto con ironia, il romanzo è la foto a colori della difficoltà di adattamento al reale, la solitudine e il senso di vertigine causati dalla diversità.

Essere coreani in un paese di bianchi è un peso difficile da sostenere e la nostra protagonista costruisce una corazza, inventa certezze, cerca nei “ragazzi problematici” che le sono stati affidati quel calore che non ha mai ricevuto.

“Detestavo le nuvole, la nebbia, certi tipi di filosofia, i bambini piccoli e la poesia.

Preferivo il concreto, l’assoluto e le storie, vere o inventate.”

Un’esistenza narrata con sincerità, un viaggio nelle pieghe nascoste del proprio vissuto.

I genitori adottivi, “una coppia di fantasmi esterrefatti, aggrappati l’uno all’altro come se ne andasse della loro vita”, il consulente del dolore, parenti mai visti fanno da contorno alla scenografia del testo.

Patty Yumi Cottrell sa far sorridere trasformando la tragedia in farsa, sventando i gesti e le frasi di circostanza.

Crea una suspance narrativa che attrae il lettore.

Apre porte che forse nascondono segreti.

Spezza il silenzio sulle adozioni e sulla difficoltà a vivere una doppia esistenza.

Racconta “le paure che non avevano confini.”

Per sopravvivere a New York bisognava essere disposti a piegarsi ai capricci della città.

Piegati o muori.”

Si può costruire la felicità, credere in un’umanità che accoglie, sconfiggere il vuoto di un’infanzia tetra?

Una cosa è certa: “le nostre convinzioni possono subire un cambiamento radicale.

Mai scolpirle nella pietra, perchè a volte è necessario rivederle, e altre addirittura farle a pezzi.”

Coinvolgente, dissacratorio, sarcastico, un libro che insegna a “sforzarsi di vedere il mondo in modi sempre nuovi, altrimenti rimaniamo bloccati.”

E quando ci sentiamo oppressi impariamo a parlare al vento, forse troveremo un pò di pace.