“Il blu delle rose” Tony Laudadio NNEditore

“Il blu delle rose”, pubblicato da NNEditore, è un romanzo coraggioso e provocatorio.

Ambientato nel 2047  ha sfumature distopiche che servono a tracciare un percorso morale.

La scoperta del gene C, che “porta l’essere umano a delinquere”, è pretesto per raccontare la relazione tra scienza e coscienza.

L’umanità descritta da Tony Laudadio ha perso la libertà di scegliere.

“Ogni gravidanza deve essere controllata da un apposito ufficio, su ogni segnalazione di ogni ginecologo del territorio nazionale.

La presenza del gene criminale, il gene C, appunto, comporta l’interruzione coatta e immediata della gravidanza.

È una sorta di vaccino sociale, una profilassi che le civiltà moderne non potevano non effettuare, visto il dilagare del comportamento criminale.”

Assistiamo al conflitto interiore della scienziata Elisabetta Russo, figura che sa interpretare la graduale focalizzazione della realtà.

Lo scrittore compone una trama complessa che regge con intelligenza il tessuto narrativo.

Introduce personaggi che hanno storie personali complicate e in questo studio attento della psiche di ognuno si intravede il bisogno di tracciare un confine tra surreale e quotidianità.

I titoli dei capitoli sono evocativi e poetici rallentando il senso di spaesamento del lettore che entra in un mondo dove la tecnologia ha sostituito il sentimento.

“A volte è maggiore il bisogno di amare che di essere amati.”

L’amore è un presentimento, un risveglio, un colore che stempera il monotono colore di città fantasma.

È la vita che preme con urgenza, creando complicità tra simili, sfidando il potere.

Un testo elaborato con cura che aiuta a “prendere la paura e sbriciolarla come una pietruzza d’argilla secca”.

Un invito a cogliere il richiamo della Natura, il sussurro del mare, la carezza di un amico.

Un’occasione per riflettere sul ruolo della ricerca scientifica, della manipolazione genetica e di cause ed effetti di ogni nostro atto.

La ricerca di “storia, di passato, di nostalgia, di vecchi fantasmi.”