“L’assemblea degli animali” Filelfo Einaudi Editore Stile Libero

 

“Ma ora gli uomini non guardavano più il cielo.

Avevano alzato sul mondo una nebbia di polveri e fumi e cattivi odori che coprivano il soffio della primavera in arrivo, come già all’equinozio d’autunno i primi refoli dei venti invernali, confondendo tanti uccelli migratori, facendo saltare programmi, ritardando arrivi e partenze e trasformando le rotte verso sud in uno di quei grovigli di autostrade intasate che gli uomini usavano per spostarsi freneticamente da un posto all’altro.”

“L’assemblea degli animali”, pubblicato da Einaudi Stile Libero, è una favola contemporanea dai colori tenui.

Ogni pagina è poetica rappresentazione di un mondo che non vuole arrendersi alla distruzione.

Nel luogo segreto dell’incontro ci sono tutte le specie animali e in un rispettoso accordo si confrontano.

“La legge di natura, in occasione delle grandi assemblee, è sospesa: né predatori né prede, né forti né deboli, né grandi né piccoli, così è stato stabilito dal principio, così accadde ai tempi dell’arca.”

Evidenti i riferimenti biblici che anticipano uno sviluppo che nasce dal senso di comunità.

Bisogna porre fine allo sterminio della Natura perpetrato dall’uomo.

Si alternano gli interventi e le possibili soluzioni e sembra di essere entrati in un mondo incantato.

Sfilano camosci, lepri, renne, cammelli mentre gli uccelli inzuppano il cielo di colori e i pesci nelle danze esprimono una sinergia antica.

“Speravamo che l’uomo imparasse che c’è una parentela tra la terra e il cielo, la psiche e la carne, il corpo e lo spirito, e questo universo si regge sui loro legami.

Che la natura è un unico sistema fatto di infinite e meticolose connessioni, e il mondo ha un’unica anima, fatta di tutto ciò di cui noi, come dice il nostro nome, animali, siamo specchio.”

Parole che feriscono come spade conficcate nella carne mentre rivediamo al rallentatore i gesti scellerati che ci hanno trasformato in predatori.

Abbiamo distrutto senza creare, alterato l’ecosistema con l’arroganza dei padroni.

Ci siamo ammalati di dimenticanza ed ora è tempo di svegliare le coscienze intorpidite.

La punizione vuole essere occasione di riscatto e Filelfo nel descrivere l’epidemia che si abbatte sulla terra riesce a regalare un quadro indimenticale.

Quel silenzio raggelante e il vuoto delle strade e la paura di qualcosa che non sappiamo governare.

Lo scrittore veste i panni del narratore e lascia a noi il compito di decifrare gli spunti letterari e i risvolti psicologici.

Nella scelta della metamorfosi c’è forse la ricerca di unione tra “anima esterna e anima interiore.”

“In ogni metamorfosi è sempre il desiderio che si esprime, è l’unione amorosa che si manifesta.”

Un testo che apre uno squarcio nelle nostre coscienze e ci regala la speranza di invertire le rotte della sciagura che ha investito il pianeta.

Siamo noi, se riusciremo a sentire nuovamente armonia, a costruire un’arca che ci salverà.