“Il silenzio del sabato” Mariantonia Avati La Nave di Teseo

Maria, donna che ha fatto dell’obbedienza una regola seguendo umilmente il Figlio dell’Uomo, in “Il silenzio del sabato”, edito da La nave di Teseo, accoglie il sacrificio supremo, ne diventa coprotagonista.
Nella rilettura “fantasiosa di quanto è accaduto dalla passione alla resurrezione del figlio di Dio” è racchiuso il senso profondo della maternità, che è amore e condivisione.
È ascolto che diventa abbraccio silenzioso, è carne che si lacera, è timore di inadeguatezza.
Mariantonia Avati scrive un romanzo che pur mantenendo una visione laica contiene una spiritualità autentica.
Ci restituisce una figura che conosce dubbio   e paura, che sostiene e incoraggia colui che ha generato.
Le sue parole “siete schiavi dell’egoismo, delle vostre ferite” mettono a nudo le nostre coscienze, zittiscono le certezze.
Invitano “ad essere madri di quelli che hanno il cuore morto, di chi non ha nessuno, di chi fa male a se stesso e agli altri”.