“Gesù raccontato ai bambini capitalisti” Gérard Thomas Edizioni Clichy

“La tendenza dei bambini capitalisti, quando diventano adulti capitalisti, è quella di diventare o dei finti credenti o dei finti atei.

Credere per finta significa non dare nessun rilievo alla parola di Gesù, significa raccontare che si è cristiani, magari anche andando alla Messa per Pasqua e per Natale, perchè comunque non si sa mai e perchè così la gente non pensa male.

Essere atei per finta significa dire che Dio non esiste e nemmeno Gesù e con questo giustificare a se stessi e agli altri che il mondo è com’è e non ha molto senso fare qualcosa per renderlo migliore e quindi è molto meglio rendere migliore il proprio piccolo mondo.”

“Gesù raccontato ai bambini capitalisti”, pubblicato da Edizioni Clichy, smonta con intelligenza la visione di una religione passiva.

Scardina le credenze e le finzioni imposte nei secoli da chi ha voluto una Chiesa bigotta.

Parla al cuore dei lettori, offre una storia di amore.

Fa rivivere i personaggi del Vangelo mostrandone l’umanità.

Maria appare come una bambina “dalla pelle scura e le mani morbide come fiori di mandorlo”, una ragazzina normale che affronta la crescita come un percorso necessario.

“Sentiva che quel bambino che le cresceva dentro le trasmetteva una forza quieta e insieme potente.”

Inizia a conoscere il suo sposo e l’amore e la dedizione nascono spontanei.

Gérard Thomas ha la voce pacata di chi vuole restituire a tutti l’incanto dell’inaccessibile.

Invita a leggere nelle vite dei protagonisti i pensieri più intimi, la gestualità carica di tenerezza.

La figura di Gesù ci è vicina, sentiamo che è uno di noi.

“Giovanni scaglia parole che sono rabbia e minaccia di castigo”.

È fuoco che divampa, espressione di un viaggio di purificazione.

È colui che lotta contro il potere.

Cosa ha spinto dodici uomini a seguire Gesù?

La Potenza del Carisma, l’attrazione della Grazia.

L’autore, parlando delle donne presenti nei Vangeli, sottolinea “l’origine dell’idea di pensiero femminile”.

In tutta la narrazione c’è la ricerca dei perchè, il bisogno di capire l’Uomo.

I miracoli, le parabole hanno una spiegazione sociologica e arricchiscono il testo di riferimenti storici e mitologici.

La morte è l’atto estremo del perdono, è la riconciliazione del Sacro e del Profano.

Ed è questa la ricchezza del testo: darci l’occasione di vivere il Natale con la libertà di scelta, con la gioia di credere, con la meraviglia di sentire l’alito caldo di un abbraccio che ci unisce tutti.

Risuonano quelle parole che abbiamo dimenticato:

“Andate nel mondo, perdonate chi merita di essere perdonato e portate la mia parola di pace e d’amore agli uomini e alle donne che vorranno ascoltarla.”