“Le amanti” Elfriede Jelinek La Nave di Teseo

“Se qualcuno ha un destino, è un uomo.

Se qualcuno si vede imposto un destino, è una donna.

“Le amanti”, pubblicato da La Nave di Teseo, registra con una scrittura tagliente e sincopata le regole asfissianti della società patriarcale.

Il “Bel paese e la sua fabbrica

“contenta quando gente contenta vi si riversa, perché la gente contenta produce di più di quella scontenta.

Le donne che lavorano qui non appartengono al proprietario della fabbrica.

Le donne che lavorano qui appartengono alle loro famiglie.”

Lavoratrici a cottimo che nella ripetitività di una catena di montaggio non hanno voglia di sognare.

Educate ad essere figlie, mogli, madri non conoscono la disobbedienza.

“Nel corso degli anni si è instaurato un ciclo naturale: nascere, iniziare a lavorare, farsi sposare, smettere di lavorare, avere una figlia, casalinga o commessa, per lo più casalinga.”

Si alternano nella narrazione due figure femminili e saranno loro, con brandelli di speranze a dar corpo ad un testo struggente e drammatico.

Brigitte, “figlia illegittima di una madre che cuce le stesse cose di Brigitte, cioè reggiseni e corpetti”,  ha imparato che solo un marito potrà farla entrare nell’universo della normalità.

Heinz è futuro anche se rattoppato, stentato, violento o peggio indifferente.

Paula ha solo quindici anni e lo stesso destino che imprigiona in un amore inventato.

Crede nel sentimento per Erich e cerca disperatamente di essere oggetto e non soggetto di desiderio.

“Paula crede ancora che la vita è l’amore siano davanti a lei, non sa ancora che, nel migliore dei casi, ha davanti a sé il suo stesso amore.

Bisogna fare tutto da soli.”

Elfriede Jelinek è maestra nel delineare la passività che non ha speranza.

Scandaglia il territorio impervio dei ruoli all’interno della coppia.

Esaspera le diversità tra maschio e femmina, destruttura “la famiglia felice”, mostra le crepe di una società industrializzata ma non acculturata.

Insegna che non bisogna perdere lo sguardo d’insieme del presente e del futuro.

Invita a guardare fuori dal piccolo, ristretto, angusto spazio affettivo.