“Squali al tempo dei salvatori” Kawai Strong Washburn Edizioni e/o

“Squali al tempo dei salvatori”, pubblicato da Edizioni e/o e tradotto da Martina Testa, è magia di un paesaggio.

Voce di un popolo che ha subito il cambiamento.

Richiamo di  ritualità perdute e ancestrali mitologie.

I colori di una terra che si riappropria della sua identità.

Il prodigio come un amuleto che salva dalla sventura.

Le infinite simbologie tratteggiano una scrittura empatica dove il racconto si confronta con l’incomprensibile.

L’esordio narrativo di Kawai Strong Washburn è sbalorditivo.

Dal realismo magico alla denuncia sociale in un’alternanza che si espande senza creare dissonanze.

Una famiglia nella sua diversità e nello sviluppo delle conflittualità in un contesto che sembra uscito da una favola.

“La strada mi si spalanca davanti a perdita d’occhio.”

La vastità degli orizzonti, la percezione di qualcosa di indecifrabile ci accompagna.

Vorremmo afferrare il filo di seta che attraversa le pagine, essere noi coprotagonisti, perdere e ritrovare le nostre ombre, cavalcare le nostre paure.

“Immagina cosa siamo diventati.”

Dolore, impotenza, speranza, riscatto rappresentano le coordinate spazio temporali di un romanzo sublime.

Emozionante, suggestivo, sfuggente e al tempo stesso ricco di messaggi.

È il ritorno alle origini, alla materia dei sogni, alla dolcezza dei canti, al tepore degli affetti.

Sentiamo “una lingua di giustizia e di cicli, di dare e avere, lo spirito dell’aloha nella sua forma più pura.

Puro amore.

Il canto cresce e si moltiplica.”

Siamo “La scintilla che mette in moto il cuore del bambino e l’ultimo battito di quello del vecchio.”

Pronti a danzare insieme all’autore liberando l’animo guerriero che tenevamo prigioniero.