“Prima persona singolare” Murakami Haruki Einaudi Editore

“Prima persona singolare”, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Antonietta Pastore, è un album di ricordi, un viaggio a ritroso nel tempo.

Lo scoccare di una scintilla, il volto di una ragazza amata, una percezione che ritorna vivida.

È la musica di una generazione, la magia di un accordo, il virtuosismo di una sinfonia.

È l’esistenza che si snoda attraversando il treno del rimpianto.

“Nel mondo in cui viviamo tutto dipende dall’angolo da cui si osservano le cose.

Cambiando l’esposizione dei raggi del sole, l’ombra diventa luce, la luce diventa ombra.

Il positivo diventa negativo, e viceversa.”

I racconti di Murakami Haruki ci permettono di cambiare prospettiva, di osservare con meraviglia, di amplificare le emozioni.

Nella perfezione di una scrittura asciutta, nella ricerca del dettaglio, nella cura del linguaggio c’è armonia.

Diversi strumenti convergono nel costruire figure immaginifiche.

“Ci sono diversi centri, anzi, infiniti centri, ma in un cerchio che non ha circonferenza.”

Se la figura geometrica è una metafora non importa.

Quello che conta è il messaggio che lancia.

L’inesistente può contenere l’esistente se si fa lo sforzo di crederci.

E tutto diventa possibile mentre la vita diventa una passeggiata fantasiosa.

Non manca una nota malinconica che si ravvisa come un presagio.

È il tempo che le sue spire acuminate a ricordare che ci sono scadenze che dovremo attraversare.

“Ci rivedremo

O finirà così

Qui e ora?

La luce mi invita

L’ombra mi calpesta.”

Un gioco di doppi che si ripete costante, passato e presente, fuga e ritorno.

Cose e persone scompaiono, affetti si perdono, la notte nasconde le tracce.

Resta la parola a colmare il senso di smarrimento.

È la parola di chi ci regala se stesso, si offre e ci invita a mostrarci in un tempo in cui tastiere e cellulari oscurano l’Io.

“Spezzare

Essere spezzati

Se poso la nuca

Sul cuscino di pietra

Ecco, è diventato polvere.”