“Black out” Roberto Delogu Nutrimenti

“In sintesi, ho ucciso mia moglie perchè mi urtava i nervi il rumore che faceva quando schiacciava le bottiglie di plastica per compattarle.”

Un incipit che disorienta ed apre senza preamboli le porte ad una storia di altissimo profilo psicologico.

“Black out”, pubblicato da Nutrimenti, indaga nei recessi dell’animo.

Chi è Emiliano Bardanzellu?

Perché non ricorda nulla dell’omicidio che ha commesso?

Quale è stata la causa scatenante di un gesto folle?

Quanto l’oblio protegge dalla verità?

Nei lunghi anni di carcere Il protagonista vive con la consapevolezza di essere colpevole e nelle ore interminabili non cerca di comprendere nè di assolversi.

“In carcere devi vivere il carcere, il mondo si restringe, le gioie e i dolori prendono le dimensioni delle mura e l’aspettativa di un sentimento diventa anch’essa sentimento.

Devi crearti un bosco di bonsai in cui le passioni sono proporzionate al nuovo universo.”

Roberto Delogu riesce a descrivere la quotidianità del sistema carcerario, regala personaggi indimenticabili che nella narrazione non sono più criminali ma uomini.

Felice che “in prigione ha raggiunto la stabilità e la serenità”, Giacomo “testimone falso”, Habib “beccato a favoreggiare un amico d’infanzia, uno scafista”.

Scampoli di esistenze, schegge di piccole storie, sommessi bisbigli di chi non può osservare il cielo.

Si ha la sensazione che lo scrittore voglia alleggerire il carico di tensione emotiva che esploderà in un finale a sorpresa.

“Ci piace leggere Pirandello, Ovidio, Murakami, Cechov, Garcìa Márquez, Dante, Poe oppure Oscar Wilde: è la meraviglia nel constatare come l’animo umano, anche in luoghi e tempi diversi, seppure influenzato da culture e religioni differenti, continui testardamente ad assomigliare a sè stesso.”

Chi è innocente fino in fondo?

Espiazione e pentimento sono solo categorie letterarie?

Dostoevskij, Freud, Hemingway diventano parametri di riferimento creando una raffinata contaminazione letteraria.

Un libro che lascia impronte tangibili nella mente del lettore e insinua infinite domande mentre la Sardegna appare con i suoi colori a riequilibrare lo spaesamento.

La conclusione è un pièce teatrale spettacolare, insegna a non fermarsi alle apparenze.

Ogni uomo ha il suo doppio, a volte celato con tanta maestria.