“Nessuno resta solo” Alessandro De Roma Einaudi Editore

 

“Un figlio non è un’amico.

Un figlio è solo un’entità biologica.

Una incerta emanazione.”

Parole dure arrivano come coltellate anticipando il divario padre figlio.

Relazione difficile ingigantita dal silenzio.

Guido, professore universitario in pensione, è una barca alla deriva nel mare dei rimpianti.

Alla morte della moglie Lucia prova ad inventarsi una nuova esistenza ma ogni passo è rallentato dalla rabbia.

Una rabbia antica che gli impedisce di vivere le emozioni.

“Posso cambiare idea quando voglio.

Andare a vivere sotto un ponte.

Nessuno mi giudica, nessuno mi aspetta.”

Scompagginare le liturgie abituali dettate da logiche borghesi, finalmente liberare i demoni della irriverenza.

Tonio è figlio che ha deluso le aspettative e nel suo girovagare c’è il bisogno di tracciare una distanza fisica e affettiva.

Pubblicato da Einaudi Editore, “Nessuno resta solo” è romanzo a due voci.

Distaccate, rabbiose, ferite.

Dissimili ma incatenate da un legame di sangue, ossessivo e inconciliabile.

Il conflitto non esplode ma cresce silenzioso e riduce il dialogo, crea barriere dove ognuno si muove chiuso nel suo universo.

L’omosessualità di Tonio è ricerca e bisogno di trovare equilibrio, è amore totale per Nicola che si frantuma in un giorno di lutto.

È fuga da una realtà impregnata di pregiudizi.

Sullo sfondo i colori di una Sardegna dagli spazi infiniti, dove ognuno recita la sua parte in solitudine.

Alessandro De Roma ha una prosa incalzante, composta anche quando la tensione crea dissonanze.

Ha la capacità di ricordarci che anche negli anfratti del Disamore può nascere una piccola piantina di speranza.

Basta solo imparare ad ascoltare il cuore.