“Momenti sospesi” Hisham Matar Einaudi Editore

 

“Cosa ne è dell’arte e cosa ne è di noi, quando i musei sono inaccessibili?

Ci rendiamo conto che un dipinto può assumere un grande significato per la nostra cultura, mentre un altro, di uguale pregio, forse addirittura migliore, sbiadisce nella nostra attenzione?

E ciò non è la riprova che l’arte è in costante dialogo con la storia?”

“Momenti sospesi”, pubblicata da Einaudi Editore nella Collana in ebook “Quanti”, invita a riconsiderare il nostro rapporto con la Cultura.

Le due meditazioni, pur sembrando distanti nello sviluppo narrativo, ci aiutano a capire il tempo che stiamo vivendo.

“Il covid ci ha incoraggiati a sospettare gli uni degli altri.

Ha messo in luce le ingiustizie della nostra società.

I suoi effetti sono sia mentali che fisici, nel senso che minaccia il più fondamentale dei diritti umani, il respiro.”

La pandemia ci ha scaraventato nel limbo dell’incompiuto, impedendoci di apprezzare il senso della nostre esistenze.

Ci troviamo in una bolla di incertezze, siamo assediati dal virus e possiamo percorrere due strade.

Essere inerti osservatori o provare a cambiare le nostre prospettive.

Nel secondo saggio intitolato “Gli ospiti” comprendiamo come uscire dal tempo senza tempo.

Hisham Matar regala una lezione di letteratura che si fa vita e intrecciando esperienze culturali differenti insegna la resistenza.

Partire dal pensiero libero, sconfiggere i luoghi comuni, cercare un linguaggio che unisca.

Non è casuale il riferimento ad Edward Said, intellettuale palestinese, costretto all’esilio.

Il suo “Orientalism” suggerisce un diverso approccio nello studio del colonialismo ed apre nuove interpretazioni rispetto ad una visione europeocentrica.

Perchè sviluppare le tematiche trattate da Conrad?

Quali legami intercorrono con noi?

Il fascino del testo sta nel dimostrare quanto le fragilità siano punti di partenza e non di arrivo.

La necessità di costruire una geografia della comprensione dell’altro.

Se l’ospite è stato relegato “sulla soglia, lungo il confine”, é tempo di accogliere superando la grande frammentazione della nostra epoca.

Si sente nella purezza della scrittura, nelle deviazioni linguistiche, nel pathos esistenziale una grande stanchezza.

La malinconia di chi conosce le regole del gioco e sa che per mettere insieme i pezzi del futuro la strada è lunga e tortuosa.