“Le memorie del futuro” Evelina Christillin Christian Greco Einaudi Edizioni

 

“La cultura del ricordo è inerente alla comunità che si interroga sulla propria identità.

Una caratteristica del mondo contemporaneo è quella di considerare il progresso e il cambiamento come essenziali.”

In un tempo in cui false ideologie e tristi negazionismi tessono trame sovversive nei confronti del passato, “Le memorie del futuro”, pubblicato da Einaudi Editore, è necessaria riflessione.

Già nel titolo si traccia la mappa di un percorso a tre tappe: la memoria, la storia, il futuro.

Finalmente un testo che sa conciliare epoche differenti partendo dalla consapevolezza che esiste un albero centrale dal quale si sviluppano più infiorescenze.

Ognuna ha una caratteristica, un valore, una simbologia e solo nella comunione delle parti si può creare un affresco che unisce il prima al dopo.

Come si edifica un ricordo?

Partendo dai monumenti funebri degli antichi egizi si afferma quanto il legame con il defunto aiuti la comunità a riaffermare la propria identità.

Grazie ad  concetto di memoria – abitudine introdotta da Bergson si sono sviluppate “le scienze umane e sociali che hanno cercato di definire metodi e contenuti di una trattazione scientifica dell’uomo e delle sue funzioni comunicative, psicologiche, sociali e culturali.”

Interessante la differenza tra società calde e società fredde proposta da Lévi – Strauss, distinzione attualissima in una fase in cui si tende a non interiorizzare la storia.

Evelina Christillin e Christian Greco dedicano pagine meravigliose al ruolo e all’utilita dei musei.

Commoventi le parole accorate nel rielaborare i numerosi danni provocati dalla brutalità dell’uomo.

La distruzione di Mari, in Siria, “importante sito dell’Età del Bronzo”, l’attacco ad Ponte di Mosar, costruito nel 1566, per volere di Solimano il Magnifico, sono solo alcuni esempi dolorosi che abbiamo il dovere di tenere a mente.

Vengono esplorate le origini dei musei dall’antichità classica ai giorni nostri e sarebbe interessante proporre questo testo nelle scuole superiori come vademecum indispensabile per costruire una coscienza etica.

Potrebbe essere una guida perfetta per imparare a visitare quei luoghi che dobbiamo sentire nostri.

Studiare la biografia degli oggetti, non fermarsi all’osservazione del “reperto” ma trovare tracce di altre identità, di altre esistenze.

Un saggio prezioso che ci invita a vedere “ricerca, innovazione tecnico – scientifica, patrimonio e società interconnessi in modo imprescindibile.”