“In fondo basta una parola” Saverio Tommasi Feltrinelli Editore

“Le parole sono come due innamorati, insieme valgono più della loro somma.

Le parole possono aprire confini e valicarli, anche farli a pezzi quando è necessario.

Le parole ci sopravviveranno.

Ogni parola è una piccola e dignitosa follia, nel suo credere di poter raccontare il mondo intrecciandosi alle altre; le parole sono tutte sorelle, ognuna con una caratteristica non sostituibile, neanche da un sinonimo.”

 

Leggere “In fondo basta una parola”, pubblicato da Feltrinelli Editore, è una piacevole rivelazione in un tempo in cui il linguaggio troppo spesso è deturpato da una violenta dissacrazione.

Il fonema si è ridotto ad un’arma da puntare contro invisibili nemici mentre la forma e la costruzione della frase, utilizzati sui social o nel messaggi, storpiano il senso e annullano la musicalità.

Siamo circondati da rumori assordanti e Saverio Tommasi ci restituisce la magia perduta, il potere intrinseco, la misteriosa alchimia dell’origine.

Accompagna la scelta di una parola ad una narrazione fluida, personale e al contempo collettiva.

Propone racconti che si erano dispersi nel vento, evoca l’adolescenza circoscrivendo una fase storica, offre vite semplici ma significative.

Donne, uomini, bambini ci appaiono come eroi solitari, testimoni della grande avventura che chiamiamo vita.

La nonna, “contadina sotto padrone che lasciò la scuola per andare a badare alle pecore”, l’orrore vissuto da mamma Luciana, il sacrificio di Sergio, sconfitto dalle bugie propinate nei lager: dipinti dai colori sfumati che sanno emozionare.

Pensare alle tante ingiustizie, alla trasgressione, al rimpianto non come sentimenti passivi ma come elementi attivi capaci di travolgerci.

“Ingiusto è vedere una foto a cui teniamo che sta ingiallendo; ingiusto è sopravvivere.

Ingiusto è essere innamorati di qualcosa che non si sa fare, come ad esempio dipingere o fare cinema, o scrivere, o cantare.”

Sognare di diventare grandi, provare rancore verso coloro che ci hanno negato gli strumenti per comprendere la complessità del mondo.

“Io sono le storie che ho incrociato, senza di quelle non valgo niente.”

Una lezione per tutti noi isolati nei nostri perfetti gusci narcisistici.

Un invito ad essere positivi, sorridere, essere sè stessi, provare pietà ricordando che “senza la giustizia non è sufficiente.”

Un libro prezioso che è ottimo compagno.

Un’avvertenza: non c’è un inizio e un finale.

Troverete un lungo viaggio, sceglierete voi le stazioni dove fermarvi.

In ognuna nuovo il paesaggio, rivoluzionario il messaggio.