Incipit tratto da “Signora vita” Ahmet Altan Edizioni e/o

 

 

 

“Le vite delle persone cambiavano nel giro di una notte.

Era tutto così marcio che nessuno riusciva a tenersi aggrappato alle radici del passato. Tutti convivevano col rischio di venire abbattuti da un colpo e sparire come pupazzi nel tiro a bersaglio di un luna park.

Anche la mia vita era cambiata in una notte. I

n realtà a cambiare era stata l’esistenza di mio padre.

A seguito di eventi che non ero riuscito ad afferrare del tutto, una grande nazione aveva annunciato il blocco delle importazioni di pomodori e decine di migliaia di ettari coltivati si erano trasformati in discariche rosso scarlatto.

Mio padre, dissennato come a volte sa essere chi non ama il proprio lavoro, aveva investito tutti i suoi averi in una singola coltivazione; due o tre semplici parole l’avevano gettato sul lastrico.

Avevamo perso tutto.

Dopo una nottata d’angoscia mio padre aveva avuto un’emorragia cerebrale.

Eravamo decaduti con una violenza così inattesa che non avevamo trovato nemmeno il tempo per essere in lutto, ci sembrava di vivere un enorme capogiro, vedevamo ogni cosa ma non riuscivamo a renderci conto a fondo di nulla, compresa la morte di mio padre.

Una vita che avevamo creduto non sarebbe mai cambiata era finita in pezzi con facilità terrificante.”