“La donna pittora” Maria Attanasio Sellerio Editore

 

L’incanto di una scrittura vibrante di suoni, un susseguirsi di piccole, impercettibili tonalità.

La gioia di sentire scorrere la parola, rigenerata, accostata al colore o all’immagine.

Il piacere di conoscere un personaggio dimenticato dalla Storia ufficiale.

In ogni opera Maria Attanasio compie un’alchimia.

“La donna pittora” è uno dei racconti pubblicati nella raccolta “Lo splendore del niente e altre storie”.

La protagonista Annarcangela ha il dono della pittura, fin da piccola ha disegnato con un pezzo di carbone.

Pochi tratti per delinearne l’esistenza di “nubile ed epilettica” in compagnia del fratello e “dell’autoritaria cognata.”

“La pittura, e soprattutto i colori, continuavano ad essere per lei gli obliosi compagni di una vita ormai senza speranza di eventi.”

È il 31 dicembre del 1707 in una Sicilia stanca di essere dominata e schiacciata, oppressa e umiliata da spagnoli, francesi, austriaci.

Il ritrovamento di frammenti di un Cristo hanno il sapore del miracolo e sarà proprio colei che vive ai margini a ricomporre l’immagine.

“Tra le sbiadite tracce di giallo, di nero, di celeste, a poco a poco si ricompone il corpo del Cristo morente mentre lame l’azzurro s’aprono vivide nel cielo del Golgota.

Sente gli sparsi accadimenti del suo precario esistere gioiosamente risalire dall’infinito delle generazioni confluendo nitidi e necessari nella perenne simmetria dell’Evento. “

Sacro e profano si uniscono in un canto di lode e l’ombra diventa luce.

Il lettore ancora una volta ammaliato dalla scrittrice sente che tutto è possibile, che il riscatto è vicino per chi crede ed ama fermamente ciò che fa.

Risuonano in lontananza le voci delle donne siciliane, nonne, madri che hanno tramandato racconti e favole.