“Fotocopie” John Berger ilSaggiatore

 

Incontri che lasciano tracce, si insinuano nella mente, trasformano la quotidianità in una favola bella.

Donne che cercando la sofferenza degli altri danno senso al proprio dolore.

Viaggiatrici che inventano storie convincenti, mendicanti con tanta umanità.

Reclusi che attraverso la lettura collettiva trovano la normalità.

“Nel locale senza finestre la storia parlava di montagne, di silenzio, di ballo, di scelta della strada da percorrere, di privacy e di quel speciale dono che è l’intimità, del decidere da soli che cosa mangiare e quando, dell’aprire una finestra senza pensarci, del prendere un treno o fare un bagno, di porte attraverso le quali nessuno può vedere…”

“Fotocopie, pubblicato da il Saggiatore e tradotto da Maria Nadotti, ferma l’attimo, ne fa percepire la magia.

Ogni racconto è una piccola sorpresa, l’accesso ad un luogo dove tutto è meraviglia.

Ogni personaggio si fa voce narrante di eventi vissuti, di memorie disperse.

John Berger fotografa la varietà della folla, la scompone e cerca l’anima della gente.

Ha un tocco delicato, una scrittura che sa sorprendere.

Regala scorci di campagne e città, luoghi sperduti e grandi metropoli.

Usa una linguaggio molto familiare dove il dialogo accompagna la scena.

Accanto a figure anonime incontreremo pittori, guerriglieri, fotografi, filosofi.

Non cambia l’approccio narrativo  come a sottolineare che ogni identità ha una ricchezza interiore da scoprire.

“Avrebbe potuto raccontare storie per un mese.

Oltre al proprio fondo, aveva quello della nonna cui attingere.

Buffe, vere, immaginarie, tutte le storie rivelavano come il mondo sia fatto di persone che, come gli uccelli durante un inverno rigido, hanno bisogno in un modo o nell’altro di essere nutrite.”

Il rapporto tra disegno e interiorità, la passione in un verso di Lamartine, lo sguardo senza tempo di un anziano, l’importanza del pensiero che dissolve la finzione, i disegni a matita di Klee: esuberante, ricco, sorprendente.

Non manca la denuncia al libero mercato e agli strappi che ha creato.

Un viaggio infinito nella complessità dell’essere umano.