“Un piede in paradiso” Ron Rash La Nuova Frontiera

 

 

Sud Carolina in una estate torrida anticipa il climax di “Un piede in paradiso”, pubblicato da La Nuova Frontiera e tradotto brillantemente da Tommaso Pincio.

La scomparsa di Holland Winchester, reduce di guerra, induce lo sceriffo Will Alexander ad indagare.

I tratti del poliziesco ci sono tutti, emerge una strategia investigativa molto interessante.

“Ho iniziato una conversazione con me stesso, perché a volte, nel passato, mi era stato d’aiuto nella risoluzione di un caso.”

Il sospettato ha un movente molto credibile ma non si trova il cadavere.

Mentre le ricerche continuano Ron Rash allarga la narrazione e riesce a denunciare la dura vita nei campi.

“Il peggio era sapere che per quanto sodo lavorassi, potevi non cavarne niente comunque.

Anche se le intemperie avessero risparmiato il campo, ed era un se grosso come una casa, restavano comunque i nematodi  galligeni e la muffa blu a tenermi in ansia, per non parlare delle sfingi e altri parassiti.”

È commovente sentire quanto sia importante per uomini che non hanno altro la terra degli avi.

L’autore dà voce ai diversi protagonisti e ad ognuno offre uno spazio per raccontare la propria versione dei fatti.

Un romanzo che mette in luce la difficoltà di scegliere e il bisogno di costruire una famiglia.

Pagine delicate incastonate in paesaggi molto suggestivi.

La poetica dell’amore si stempera grazie ad una analisi molto profonda delle passioni che spingono a compiere atti giusti o sbagliati.

Un libro dedicato a tutti gli scomparsi del mondo nella speranza che il seme della Verità attecchisca anche nei terreni più aridi.

Un atto d’accusa alle multinazionali che ieri come oggi vogliono appropriarsi dei luoghi, dei ricordi, delle speranze.