“Questa terra è la nostra terra” Suketu Mehta Einaudi Editore

 

“Il cuore non dovrebbe avere confini”

È questo lo spirito adatto per immergersi nella lettura di “Questa terra è la nostra terra”, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Alberto Pezzotta.

Una lezione di umanità suffragata da dati e cifre che contestualizzano il fenomeno migratorio.

Diviso in capitoli il saggio analizza con lucidità il nuovo e vecchio colonialismo, la costruzione della paura da parte dei populisti, il ruolo di chi arriva.

Forte denuncia che vuole essere spazio di riflessione:

“Hanno rubato i nostri minerali e corrotto i nostri governi, così che le loro imprese potessero continuare a saccheggiare le nostre risorse; hanno inquinato la nostra aria e le acque che ci circondano, inaridendo i nostri campi e uccidendo la vita dei nostri mari; e sono rimasti inorriditi quando i più poveri e le più povere di noi si sono presentati alle loro frontiere, non per rubare ma per lavorare.”

Scrittura sanguigna di chi ha viaggiato, ascoltato, condiviso la sofferenza di tanti esuli.

Di chi ha pianto insieme alle famiglie separate dal muro che divide il Messico dall’America.

Di chi ha lasciato il proprio paese ed ha dovuto subire nell’infanzia la violenza verbale dei compagni.

Era il diverso e questo marchio impresso sulla pelle è percepibile in ogni pagina.

Suketu Mehta fa sentire la rabbia che si intreccia alla speranza.

Le sue parole vogliono scardinare facili pregiudizi, raccontare l’altra metà del cielo.

Portare alla luce il sacrificio dei migranti, piccoli eroi solitari.

“Ovunque ci siano migranti, ci sono storie; la loro condizione di sradicamento impone la necessità del ricordo.”

Frammenti esperenziali fatti di parole stentate nella lingua da imparare, la necessità di dover nascondere ai parenti il proprio fallimento.

La creatività di Favoui è uno dei tanti esempi di coraggio e resistenza.

Da questo sguardo empatico ci si sposta su un territorio più scosceso che coinvolge tutti.

Due domande che attendono non risposte ma soluzioni: le cause dei cambiamenti climatici sul pianeta, l’inquinamento del suolo e delle acque.

Commovente la descrizione dei nuovi paria mentre finalmente si dissolvono le nuvole di “minacce inesistenti”.

Tanti i suggerimenti che possono aiutare a modificare le strategie mondiali.

“Se volete che la Cultura sia vitale, accogliete più migranti.

Il valore della diversità etnica, come quello della cultura, appartiene all’ordine dell’intangibile ed è difficile da misurare in termini economici.

Ma nei paesi più ricchi può rivitalizzare vecchie città industriali e aree urbane abbandonate.”

Una lettura indispensabile per comprendere che “colonialismo, guerre e cambiamenti climatici affliggono tutti noi, ricchi o poveri, dovunque viviamo.”