“Il problema dei tre corpi” Aniela Rodríguez GranVia Edizioni

 

La potenza espressiva della narrativa latino americana è arricchita da nuove visioni prospettiche.

“Il problema dei tre corpi”, pubblicato da GranVia Edizioni e tradotto da Annalisa Rubino, rielabora in chiave moderna le suggestioni oniriche della letteratura messicana.

Il sogno è uno spartiacque tra realtà e finzione, è premonizione, prova di una simbologia che si muove con armonia nell’universo impalpabile dell’attimo.

La dissociazione dal presente è costante dei nove racconti e l’originalità sta nel creare uno spazio di vuoto.

Ripartendo da quella sospensione ogni storia analizza emozioni e passioni.

Il mondo descritto da Aniela Rodríguez è l’instabile rappresentazione di una società ai margini.

Un popolo sempre ai limiti dell’illecito spinti da una ribellione atavica.

Nelle gestualità eccessive si percepisce il bisogno di uscire da una schiavitù mentale e da ossessioni provocate da una cultura che vuole vincenti.

Il quotidiano si incendia in azioni che hanno il sapore della vendetta e della rabbia.

Tra prostitute e donne stanche, sfinite da amori sbiaditi si celebra la morte della relazione sbilanciata, di un maschilismo stantio.

La malavita è occhio gigantesco che tutto controlla lasciando poco spazio al perdono.

Forma impeccabile e una varietà di sviluppi ideativi sono equilibrati da uno stile snello, incisivo.

Poche parole, qualche dettaglio riescono a circoscrivere un panorama dove vita e morte sono stretti da un abbraccio perverso.

Il pianto è preghiera rivolta a un Dio che ha tempi perfetti, la vendetta è ancestrale presenza, il ricordo consolatoria speranza.