“Un bacio prima di morire” Ira Levin SUR

 

Una trama dalla quale non si può fuggire.

Noir che sa giocare sulle sorprese.

Scavo psicologico non solo dei personaggi.

Ira Levin nel romanzo di esordio “Un bacio prima di morire”, pubblicato da SUR e tradotto da Daniela De Lorenzo, mette a fuoco le cause del Male.

Del giovane arrampicatore sociale traccia le origini di una caratterialità spigolosa, fredda, calcolatrice.

Nella costruzione del piano perfetto per un matrimonio d’interesse non si fa scrupoli, non si pone limiti.

Si resta raggelati di fronte alla sua premeditazione, curata nei minimi dettagli.

A pagare sarà la figlia di un magnate del rame.

Dorothy è ingenua, credulona, innamorata.

Questi due opposti si stagliano come un monito che percorre tutto il romanzo.

Da un lato il Bene e dall’altro il Male e la bravura dello scrittore sta nel sottolineare le differenze.

Il lettore assiste ad una tragedia dettata da qualcosa che inizialmente sfugge alla comprensione.

Piano piano la mente diabolica ha uno scarto ideativo e succede l’irreparabile.

Nella seconda parte della storia l’intreccio si spinge verso il poliziesco mantenendo sempre accesi i sensori di nuovi e imprevedibili sviluppi.

Impeccabile la realizzazione scenografica, le ambientazioni, le soste dove si coglie il frammento di un pensiero.

Altra interessante traccia interpretativa è la multiforme personalità del colpevole, capace di ogni genere di travestimento.

Si può realizzare il delitto perfetto?

A questa domanda l’autore risponde con un finale indimenticabile costruito ad arte.

Non esiste perdono e forse nemmeno redenzione.

Magistrale prova letteraria che conferma la creatività e l’originalità di Ira Levin.