“Miti personali” Matteo Marchesini Voland

 

“Ora Orfeo ricomincia a muovere la testa a scatti, da tutte le parti, e scivola indietro, sempre più indietro, finchè scompare nell’inferno notturno di una città che non è più sua.”

Ricostruzioni fantasiose che riorientano l’idea della leggenda.

Capacità di raccontare l’epica restitituendo ai personaggi l’umanità e la fragilità.

Achille ed Ettore “ombre complici, mere varianti dell’Uno che aveva voluto dividersi per gioco e farsa emotiva.”

Matteo Marchesini in “Miti personali”, pubblicato da Voland, non abbandona la prosa poetica rendendo i sedici racconti pittoriche rappresentazioni di un flusso di immagini.

Il momento in cui Socrate sta per abbandonarsi alla morte diventa attimo privato che non conosce la gloria.

La complicità tra Giocasta ed Edipo stringe in un patto d’amore che annulla il peccato.

Il lago in cui si specchia Narciso può essere luogo senza confine o spazio di pace.

Ogni narrazione prevede più interpretazioni ed il lettore può provare a partire dal finale per elaborare un nuovo percorso narrativo.

Il pensiero si libera dall’azione e regala la purezza della creatività.

La scrittura segue il corso di un fiume agitato, si interrompe o si incastra in esercizi di stile.

La parola si apre e spezzando la sua forma certa diventa vocale o consonante in una spettacolarizzazione esplosiva.

“Tutto è vero, anzi non è vero né falso ma è reale.”

Questa continua oscillazione tra verità e finzione è l’alchimia di una letteratura che sa improvvisare nuovi scenari offrendo versioni emozionanti di quei blocchi culturali che hanno edificato la mitologia.