“I mostri del mare” Chloe Aridjis Playground Editore

 

“Di giorno mi aggiravo per la spiaggia, deliberatamente senza scopo, in cerca di disgressioni.

I cani.

Una capanna.

Rocce.

Nudisti stranieri.

Turisti semivestiti.

Palme.

Palapa.

La sabbia all’ombra e l’adrenalina.

La morsa delle onde.

Una nave lontana, il suo lampeggiare a ventaglio nella luce del giorno.”

Scrittura scattante, immediata.

Fotogrammi che nella rappresentazione dei luoghi lasciano intravedere le percezioni della giovane protagonista di “I mostri del mare”, pubblicato da Playground Editore e tradotto da Antonio Bravati.

Una fuga verso Zipolite in compagnia di Tomas.

Lasciare Città del Messico significa ribellarsi alle regole, violare la condizione di “ragazzina bene”.

L’Oceano Pacifico è libertà, conquista di un proprio spazio, rivelazione della propria identità.

Una scelta dissacratoria nei confronti della famiglia, della scuola, di una società che alle forme affida la sua cultura millenaria.

“Mi trovo lì anche per via dei nani.

E anche se sembra un’assoluta bizzarria, sono venuta a Zipolite per cercare una troupe di nani ucraini, in compagnia di Tomás, un ragazzino che conosco a malapena.

L’ho appena definito un  ragazzino, in verità Tómas di anni ne ha diciannove, mentre io solo diciassette.”

Il linguaggio di una minorenne che vuole diventare grande e osserva con stupore i nuovi perimetri affettivi che la circondano.

Non c’è smarrimento ma meraviglia di fronte alle infinite novità.

Incontri di una variegata umanità in cerca di una stabilità, affabulatori del nulla ma è quel nulla che attrae.

Chloe Aridjis ci regala paesaggi e storie, tante storie che definiscono una cartografia libertaria.

Falò che illuminano i volti ma non l’anima.

Canti accompagnati dalle note struggenti di una chitarra.

Notti ad ascoltare le parole del mare.

La magia di una sperimentazione che vorrebbe varcare i confini del corpo, entrare nella dimensione del sogno d’amore.

In un finale spiazzante ci si accorge che la fantasia è la nostra salvezza e non importa se regala brevi e intensi miraggi.