“Amor di gloria” Maria Pace Ottieri Nottetempo Edizioni

 

“Attraverso i millenni, la gloria è stata un traguardo imprescindibile per guerrieri, militari, re, uomini politici e poeti; nel mondo contemporaneo ci è più familiare il suo contrappasso: la vanagloria, la vanità, il bisogno di lodi effimere a buon mercato, senza meriti e autoattribuite.”

“Amor di gloria”, pubblicato da Nottetempo Edizioni, ci invita ad una riflessione profonda sui cambiamenti che ha subito il nostro presente.

Il saggio, scritto con dinamismo culturale, propone una lettura critica di tutti quei valori che hanno sostenuto le antiche civiltà.

Fermarsi sul ruolo della gloria nei secoli significa comparare il prima e il dopo, osservare con la lente di ingrandimento le modalità interpretative di un fonema.

Il testo sposta la sua attenzione su un altro termine desueto: eroe.

Partendo da Brecht fino al gruppo musicale e collettivo politico turco “Grup Yorum” si afferma con forza che eroismo è resistenza.

Una visione politica raffinatissima che riesamina il ruolo del singolo che si assume la responsabilità di esserci come protagonista.

“Il nostro vocabolario è diventato troppo povero per esprimere la complessità della nostra esperienza morale.”

Entra in gioco questo nuovo elemento che riadatta una triangolazione fondamentale.

Si è perduta l’etica dell’impegno perché si preferisce stare a guardare?

Si ha paura di essere sovrastati dal sacrificio?

Maria Pace Ottieri sa dove condurci e non trascura nè gli elementi semantici nè quelli religiosi.

La sua analisi è completa irradiata da quella luce che è Origine.

Luce che si contrappone alle tenebre di un tempo sonnolento, che arriva a rischiarare le menti.

Risuonano le parole di Lou Reed:

“Mi hanno fatto visita il potere e la gloria

Sono stato visitato da un inno maestoso

Potenti scariche di lampi che illuminavano il cielo

Elettricità che scorre nelle mie vene.”

Interessante la lettura del fenomeno mediatico che rendendo tutti visibili forse ha appiattito le eccezionalità dell’individuo.

Nella domanda finale si percepisce il desiderio che questo intenso saggio sia materia di dibattito:

“Che tipo di società si sta preparando?

Come vivrà l’uomo potenziato?

A quali ideali aspirerà, al di là del proprio potenziamento e della supremazia sulla natura, sul mondo e sul cosmo?”