“La sposa del mare” Amity Gaige NNEditore

 

“Vuoi che io e i nostri due bambini piccoli viviamo con te su una barca in mezzo al mare?

Solo per un anno, disse lui.

Ma io non ho nemmeno la minima idea di come si va a vela, Michael!

Non è affatto necessario che tu ce l’abbia, disse lui.

Basta che tu sappia in quale direzione puntare la barca.

Il resto te lo insegnerò io, mentre veleggiamo.

Sei pazzo, dissi.”

“La sposa del mare”, pubblicato da NNEditore e tradotto da Laura Noulian, fa vivere esperienze indimenticabili.

Un viaggio in barca a vela con il vento e la tempesta, il giorno e la notte, la luce e il buio.

Forti contrasti che fanno da cornice ai protagonisti.

Il romanzo si sviluppa partendo da un accenno al finale e procede in un crescendo di tensione e di attesa.

Julien riporta gli eventi e Michael scrive il diario di bordo.

In questo alternarsi di voci conosciamo il percorso interiore di entrambi, le diversità e le difficoltà a sentirsi coppia.

“È vero: la storia è scritta dai vincitori.

Ecco perché abbiamo bisogno dei poeti.

Per cantare le sconfitte.”

La poesia è presenza costante, immersione in un mondo di parole che allontana la paura di vivere.

Per la figura femminile il passato è un ingombrante fardello, le gravidanze hanno acuito il dolore.

Amity Gaige introduce con intelligenza diverse deviazioni nel percorso narrativo.

Affronta la crisi matrimoniale con uno sguardo puro, libero da pregiudizi.

Denuda il costrutto e ci introduce alla vita reale, quella che fa tremare i polsi, fa piangere e ridere.

Mostra quanto sia difficile essere felici, abbandonarsi a sogni.

I versi di Anne Sexton si scompongono come petali e si ricompongono quando diventano esperienza altrui.

Un libro per chi ama il sussurro del vento.

Per chi guardando il mare percepisce il suo ipnotismo.

Per chi ama il tempo che si allunga all’infinito.

Per chi crede che bisogna trovare la propria strada.

Per chi è stanco di sentirsi vittima.

Una scrittura che travolge ed insegna a resistere anche quando tutto sembra sbriciolarsi.